Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

7 note &

#VADAABORDOCAZZO

               

               
 

Quello che ho scritto nel post precedente lo confermo: a parer mio la crocifissione mediatica, e di conseguenza la ricerca di un solo colpevole, è una pratica sempre sbagliata, sia quando si tratta di incolpare subito dell’omicidio di Erba il marito extracomunitario, sia quando si tratta di mettere alla gogna il Comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. Tuttavia, l’essere blogger mi concede un vantaggio non da poco sui giornalisti. Mentre questi riportano (rectius: dovrebbero) i fatti in modo obiettivo, io ho il lusso di poter esprimere un’opinione di parte (perché è la mia).

Così, il mio “o
gnuno di noi si è fatto un’opinione sulla faccenda, ognuno di noi ha deciso se ritenere o meno il Capitano Schettino un balordo di prima categoria indegno dei gradi” non può che esplicitarsi in una statuizione affermativa: si, secondo me il capitano Schettino è un balordo di prima categoria. Pur essendo vera la frase “si è tutti capitani coraggiosi con i naufragi degli altri” e son tutti bravi a giudicare, il comportamento successivo all’impatto è impossibile da giustificare. Dal “siate inglesi” di cento anni fa al “eh, ma è buio e [col cazzo che ci torno sulla nave]”.

Torno a parlare della Costa Concordia perché sono state rese pubbliche le telefonate tra l’ufficiale della Capitaneria di porto di Livorno Gregorio De Falco e Schettino (ometto la qualifica di comandante perché ormai risulta difficile ritenerlo tale), che sono interessanti sotto un paio di aspetti.

Il primo aspetto è interessante perché è manzoniano: De Falco contro Schettino sembra Borromeo contro Abbondio. Responsabilità contro codardia, la questione annosa. Diceva Don Abbondio al Cardinale:
“uno il coraggio non se lo può dare”. Vero. Ma dal momento che sei comandante di una nave, il senso del dovere non dovrebbe forse prevalere sulla pavidità? Qualcuno giustificherebbe un vigile del fuoco che si rifiuta di spegnere un incendio? Non c’è dubbio che Schettino sia il vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro ma credo che abbia ampiamente superato la soglia in cui l’essere vaso di coccio possa giustificare qualcosa.

Il secondo aspetto è interessante perché è meme: “vada a bordo, cazzo” emblema del cazziatone che De Falco ha sparato a Schettino è diventato, su Twitter, tendenza italiana che espone al dileggio e al pubblico ludibrio il codardo comandante.

Riassumo la telefonata in due parole: “
Schettino, te sei salvato dal mare ma se me capiti sotto le mani te mischio tutti l’ossi. Vada a bordo, cazzo!”

Così, la rete si scatena e il “vada a bordo, cazzo” si trasforma in “#vadaabordocazzo” tendenza indicizzata e virale:


E va bene, glielo dico! Non volevo, ma glielo dico… Non posso salire a bordo perché soffro il mal di mare, ok? #VadaABordoCazzo (@VentoTagliente)

“Comandante, dobbiamo finire di girare le riprese e sul ponte l’aspettano Di Caprio e la Winslet” #vadaabordocazzo
(@David_IsayBlog)

Oh Dimitri, che cazzo vuol dire biscaglina? C’hai il manuale? A me mi sa che è un primo con le cozze… o un antipasto,boh #vadaabordocazzo
 (@carlogabardini)

Di Falco: La nave affonda, #vadaabordocazzo! Schettino: La nave affonda?#amiainsaputa!
(@erreobi)

La paura fa 90 ma nel caso di Schettino fece 130. Tale era infatti la velocità oraria con cui scappò dalla nave… #vadaabordocazzo
(@PieraPi)

Capitano #vadaabordocazzo… capitano Schettino, capitano non del taxi, non del taxi… 
(@claudiocalicchi)

Ma si rende conto che qua è buio, l’acqua e’ fredda e non sono ancora passate tre ore da quando ho mangiato? #vadaabordocazzo
(@alecattelan)

#defalco: «Ma lei sta abbandonando la nave?». #schettino: «No, ci siamo solo presi una pausa di riflessione». #vadaabordocazzo #loveboat
(@Radio_Praga)

e lei abbandona la nave con 100 persone a bordo? no sono sceso per fare il CID con lo scoglio. #vadaabordocazzo
(@Alebukk)



E nello stesso momento in cui Schettino diventa il simbolo della vigliaccheria, quasi che potrebbe addirittura diventare figura retorica, antonomasia vossianica per indicare proprio la vigliaccheria personificata, De Falco diventa il simbolo dell’Italia sana, dell’Italia che non ci sta, dell’Italia che fa il suo dovere: un eroe, in termini spiccioli.

Il fatto è che le notizie di diligenza, abnegazione e responsabilità non dovrebbero fare così scalpore, dovrebbero essere normali. Non dovrebbe far scalpore un De Falco che fa il suo dovere o un Farina che rifiuta una cospicua mazzetta per truccare le partite. Sono gesti che dovrebbero essere ordinaria amministrazione di un paese normale. Un paese normale. Ecco, forse la questione è tutta qui.

Ahi serva Italia di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, diceva quello. Senza nocchiero. Ironico. 

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  1. destructionpreventer ha rebloggato questo post da magicnightfall
  2. postato da magicnightfall