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REALITY IS A LOVELY PLACE BUT I WOULDN’T WANT TO LIVE THERE
“Sono affascinanti: è come trovarsi in un sogno, o nelle vicinanze. C’è verità ma non c’è logica”
Per giorni e giorni ho ascoltato a stufo la discografia di Owl City, svegliandomi ogni singola mattina con in testa una canzone diversa effetto jukebox. Così, mi son detta, ci scrivo su. L’unica cosa che ho ottenuto, però, è stata l’essermi riempita la testa di valanghe di fragole, cieli d’alligatore, crepuscoli vaniglia, inverni alla menta piperita e cervi nella luce dei fari. E niente di concreto. Ma forse il punto è proprio questo: niente di concreto. Ed ecco giustificata la citazione iniziale tratta da Titanic, che nel film era riferita alla pittura di Picasso, ma che a parer mio descrive molto meglio la musica di Adam Young (aka Owl City, ossia il suo progetto musicale). Anche perché Picasso mi ha sempre fatto abbastanza schifo e non gli voglio dare questa soddisfazione.
Ora, la questione precipua è la seguente: come posso raccontare di qualcosa, la sua musica, che secondo me ha la stessa consistenza dei sogni? Tanto più che rischierei di scadere nel banalpoeticomelensomachivelofafaredistarmiasentire, giacché io stessa a “consistenza dei sogni”, a parte che sembravo la pubblicità dell’Alfa Romeo, e a parte il fatto che mi è venuto il diabete, mi sento un sacco ridicola ad esprimermi così.
Vabbè, sogni dicevamo. Sogni. In effetti, non saprei da che parte cominciare, dato che i miei sogni get real bizarre (tanto per restare in tema)e i trip onirici da me sperimentati hanno consistito, per dirne un paio, in un mio compagno di elementari rivelatosi essere un alieno sceso sulla Terra per lavarsi i denti, e nell’andare a leggere casa per casa, e in inglese, i diritti degli indiani d’America.
Insomma, il fatto è questo: il genere synth-pop forse non è proprio per tutti i palati, ma il ragazzo è talentuoso assai, e scrive dei testi talmente poetici e talmente surreali e sognanti che… wow. In più lui è così cuccioloso, e nerd senza possibilità di recupero, che non sapete quanto mi rode non essere potuta andare al concerto a Milano questo 24 settembre, causa esame di scienza delle finanze dall’esito, all’epoca, ovviamente ignoto, proprio a ridosso della data incriminata. Comunque, a quell’esame poi ho racimolato un “ventitré sulla fiducia” e considerando che, parafrasando Venditti, la finanza non sarà mai il mio mestiere, se avessi preso anche solo diciotto avrei acceso un cero da qua fino a Reggio Calabria. Certo, col senno di poi è facile parlare, ma se avessi avuto sentore della crisi di governo e della manovra salva-Italia di Monti, avrei fatto bene a mollare l’esame e ad andare al concerto, visto che tutto quello che ho studiato è praticamente diventato carta straccia.
Ora, tralasciando la crisi economica, e tornando alla musica di Owl City, siccome io sono pessima e totalmente incompetente a recensire la musica, un buon modo per salvare la faccia è citare. E io cito.
“Il modo in cui Owl City ti prende, ti porta in un viaggio attraverso il cielo e in altri mondi surreali e astratti e poi gentilmente ti fa tornare a Terra è fantastico.” - absolutepunk.net
E lo stesso dicono i commenti trovati qua e là: nessuno dai tempi di Dr. Seuss ha catturato la mia immaginazione come Adam Young; c’è ancora magia nel mondo; in un mondo di sesso, droga e rockn’ roll abbiamo Adam Young e il suo Owl City pieno di spumeggianti composizioni e testi fantasiosi e sognanti…
Tralasciamo poi il fatto che sia totalmente innamorata di lui e già mi vedo fra qualche anno come futura signora Young. Tralasciamo.
Che poi, vabbè, senza che ne parli troppo: l’immagine in cima al post è più che eloquente.
Così, se non l’avete mai ascoltato, vale davvero la pena dargli una possibilità. Se avete voglia di farvi un giro in mondi fantastici, spaparanzatevi sul divano, allacciate le cinture, e non perdete tempo, che tra una galassia e l’altra la strada è parecchia.