Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

2 note &

WHAT’S IT FEEL TO BE LIKE A GHOST (CAN I KEEP YOU?)


Ma è oltraggioso! Inconcepibile! Chiedi a una blogger di scrivere un post su Casper e lei che fa?


Scrive un post su Casper.

Esattamente.

Se non avete colto lo spirito citazionistico-parafrasato del corsivo di cui sopra, penitenziagite, balordi che non siete altro. Se l’avete colto, beh, bravi. Se non sapete cosa sta succedendo, tornate pure a dormire.

Ora, da che parte si comincia a scrivere di Casper? Potrei partire dal fatto che la prima volta che l’ho visto ero una pischella di sei anni. Mamma mia, solo sei anni! Per forza poi mi spaventavo quando dallo specchio compariva la faccia di Clint Eastwood (no, ochèi, Clint Eastwood mi spaventa ancora). Oppure, per forza che a sei anni non riuscivo a capire che genere di parola fosse “bisbocciamo”. Come in effetti ai tempi non riuscivo a capire, nella canzone degli 883 “Come Mai”, che fosse “notti intere a” e non “non ti interea”, che pensavo fosse una strana coniugazione del verbo interessa. E sono stata convinta di ciò per anni. Curse you, enjambement! Vabbè, insomma, torniamo a noi. 

Da quando ho visto Casper il mio sogno più grande è avere un fantasma per amico con cui chiacchierare, giocare, dar fastidio alla gente, passare il tempo (dando fastidio alla gente) e magari ripetergli le cose che ho studiato. In effetti ho preparato un esame raccontando ai due gechi che si erano nascosti in camera mia delle rette di bilancio e dell’equilibrio del consumatore, ma non è proprio la stessa cosa. 

Adesso che ci penso, il film Casper ha l’età di mio cugino grande. Mi chiedo se però l’abbia mai visto. Perché ho incontrato un sacco di adolescenti o pre che non hanno mai visto i nostri cult, e mi chiedo come possano crescere mentalmente equilibrati. Per dire, ho conosciuto gente che non ha mai visto Anastasia o Mary Poppins o Pomi d’ottone e manici di scopa. E ciò non è che vada tanto bene. 

Ora, se per avventura siete di quelli che non hanno mai visto uno dei film più dolciosi nella storia del film dolciosi butto giù due righe che magari riesco a incuriosirvi a tal punto da spingervi a guardarlo. Se siete pratici di Peanuts, certo saprete che una volta Lucy ha scritto a Charlie Brown una lista dal titolo “cose che tanto vale tu sappia”. Visto che si parla di Casper, vi faccio un elenco di cose che, a tal riguardo, tanto vale sappiate. Non che ve ne freghi qualcosa.

- io e mio fratello ripetiamo delle frasi di Casper come i nerd ripetono frasi di Star Wars. Nello specifico, mio fratello non fa che dire “ce n’è per uno solo”, come Casper riferito a quella specie di brodo primordiale istantaneo che riporta in vita i fantasmi, soprattutto in riguardo alle cose mangerecce, quando non vuole condividerle con qualcun altro. Io, invece, amo declamare solennemente “Bucanieri e dobloni d’oro, Whipstaff nasconde un gran tesoro”;

- ogni volta che mi si addormenta una gamba, e capita spesso perché sto sempre seduta annodata come un nodo a gassa d’amante, penso al fatto che quel formicolio è ciò di cui sono fatti i fantasmi: “sai quel formicolio di quando ti si addormenta un piede? Beh, credo di essere fatto di quello”. Se non altro, nessuno insegue Casper per casa cercando di dargli dei calci come fa mio fratello ogni volta che gli dico che mi si è addormentata una gamba;

- io sono una cultrice delle uova al tegamino e la mia scena preferita di tutto il film è quando Casper, anziché tornare in vita, si trasforma in un uovo all’occhio di bue. “Sono già vivo?” chiede, mentre un occhio gli cola al lato. Da fantasma era tanto carino, e anche da ovetto è proprio bellino. Non proprio come quelli che mi cucina mamma, servendomeli nel piatto tutti sfasciati che sembrano dei sopravvissuti alla battaglia di Borodino;

- ci ho messo anni a convincermi fosse Bill Pullman e non Robin Williams a interpretare il dottor Harvey. Sarà che un po’ si assomigliano, sarà che il doppiatore è sempre Carlo Valli, sarà che tutti i migliori film degli anni ’90, da Mrs. Doubtfire a Jumanji sono interpretati da Robin Williams… credenze false e tendenziose mi hanno turlupinato per anni, ecco.

- di nuovo per la serie di cose di cui ho difficoltà a convincermi: che il corpo umano  sia composto per il 65% da acqua. Perché ogni volta che mi capita di vedere Christina Ricci, sono fermamente convinta che sia composta per il 50% da Kat e per il restante 50% da Mercoledì Addams;

- siccome la prima volta ero una gran pischella, non potevo sapere che l’acchiappafantasmi che scappa a gambe levate dall’infestata magione fosse uno dei Ghostbusters. Così, quando qualche anno dopo ho infine realizzato, la frase che pronuncia, “e allora chi chiamate? Chiamate qualcun altro!” assume tutt’altro sapore;

- per dovere di cronaca vi dico che durante la scena del faro piango sempre talmente tanto che potrei riempire il set di tutta la saga dei Pirati dei Caraibi;

- a proposito di fari. Dovete sapere che Cingoli, ridente paesino marchigiano a ben seicentotrentuno metri sul livello del mare, ha un faro. E di notte, da casa mia a Jesi, il faro si vede. Si scorge una luce che si accende e si spegne. Una volta, presa dalla noia, ho fatto un video con la macchina fotografica e ci ho messo in sottofondo il celeberrimo brano della colonna sonora del film “The Lighthouse; Casper And Kat”. Si, lo so, non mi passa un attimo.

- quando Carrigan, messa in attesa al telefono con il ristorante mentre cerca di ordinare la cena, vede in tv il servizio sullo strizzacervelli dei fantasmi, riprende in mano la cornetta e dice “si, sono ancora qui. Mi passi Santa Fe”. E io ho sempre pensato che la cosa fosse terribilmente badass. Una di quelle cose che ho sempre voluto fare anche io. Sto al telefono col ristorante cinese e poi dico una roba un sacco figa che non c’entra niente e parto per l’avventura. Definitely on my to-do list. “Oh, ma li vuoi ancora i ravioli al vapore?” mi sentirò urlare dalla cornetta…

- Un’altra delle cose da fare assolutamente è far colazione con la stessa innata grazia degli zii di Casper. Ingurgitare roba a più non posso come se ne andasse della tua vita. O come se fossi alla finale dei mangiatori di salsicce. Peccato che le mie palline di cereali Nesquik non siano, a tale scopo, particolarmente scenografiche o funzionali.

Tutto ciò è molto noioso, direte. Dei tuoi trascorsi con le uova al tegamino non ce ne frega proprio niente, direte. Congratulazioni! La tua perseveranza nel raccontare cose di nessunissimo interesse per nessuno al mondo è ancora intatta, dirà il dottor Cox. Si, è vero, ve lo concedo. Però facciamo così: se non l’avete già visto, correte a guardare Casper, che le vacanze di Natale capitano proprio a fagiuolo, come un cowboy al fagiola-day, così poi potrete sviluppare anche voi una ricca aneddotica sulle uova, che può sempre tornarvi utile per rompere il ghiaccio alle feste. Se invece non avete intenzione di andare a guardare Casper, vi faccio attraversare la linea di demarcazione a calci nel sedere.




P.S. lo so che si vede che non avevo niente da dire. Si trattava più che altro di un esperimento sociologico, per vedere come mi vengono i post su commissione. Male, a quanto pare.

 

 

 

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  1. postato da magicnightfall