Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

3 note &

WAITING FOR THE DAWN (FOREVER IS A LONG TIME)

Sebbene al momento la mia spumeggiante esistenza consista solo nel ricopiare gli appunti di procedura penale mentre guardo JAG - avvocati in divisa, e nel pensare alle leggi anti-anarchiche italiane e francesi della fine dell’ottocento, ho comunque trovato il tempo di andare a vedere *fare la voce impostata* The Twilight Saga: Breaking Dawn - Part I, che solo a pronunciare il titolo ci impieghi più tempo della durata del film stesso. In effetti, poiché la mia coinquilina Francesca non fa che ripetermi che sono un vampiro per l’insignificante dettaglio che vado in giro, a fine novembre, ancora con le maniche corte, mi sembrava giusto andare a vedere un film con i vampiri per un sano spirito di cameratismo (e perché spero sempre di accalappiare Jasper, hai visto mai che funzioni). 



Ora, è d’uopo a questo punto un doveroso recap: vi ricordate cos’era successo in Eclipse? Edward aveva fatto la proposta di matrimonio a Bella con un anello talmente brutto che se le avesse regalato una catena d’oro da rapper con scritto BIG ASS CHAIN stile T-Pain la cosa sarebbe stata meno pacchiana. Così, adesso, dobbiamo trattare del matrimonio e di tutto ciò che ne consegue.


[*Warning* Spoiler Alert. Read At Your Own Risk]


Haste to the wedding


Alice prende in ostaggio Bella e la usa come cavia per la sua attività di wedding planner. Bella, d’altro canto, sta chiedendosi che male ci sia a sposarsi con le sue solite strafigherrime Vans, e ne ha pure ben donde. In quel mentre, i ragazzi della famiglia Cullen sono stati precettati ai lavori pesanti, e trasportano in spalla panche di legno con la stessa abnegazione con cui quelli della Pro Loco di Castelbellino allestiscono la sagra degli gnocchi.

Edoardo’s dark passenger



In barba alla tradizione che lo sposo non può vedere la sposa prima della cerimonia, Edward si intrufola nella camera di Bella perché once a stalker always a stalker e le dice con aria estremamente drammatica che anni e anni e anni e anni e anni e anni prima si era mangiato un bel po’ di persone, quand’anche persone cattive assai. Bella, giustamente, gli dice “Edward, ma devo mette i lucchetti a ‘ste finestre?” “Ma non ti crucciare! Erano cattivi! Facevano impazzire i cavalli! Uccidevano i cuccioli! Nascondevano il telecomando!” e tranquillizzando così quella piattola del suo fidanzato. 



Ora, questa stanza è così affollata di gente che disquisisce della moralità di certi omicidi che mi aspettavo di trovarci pure il sentenzioso fantasma di Harry Morgan, il padre del serial killer dei serial killer Dexter, e quello di Brian Moser, il serial killer fratello di Dexter, la qual cosa era impossibile perché mi è poi sovvenuto che Christian “Brian Moser” Camargo qui interpreta Eleazar.




It’s time to take my rags, I’m leavin’ my own town now, I’m leavin’ with my bags


Alice si era raccomandata che Bella facesse un sonno di bellezza. Purtroppo però non ha considerato quello stalker squilibrato di suo fratello che, comevolevasidimostraremachevelodicoafà, è andato a importunare la sua bella (ah ah) a orari improbabili di notte, e ora lei, il giorno delle sue nozze, ha due borse sotto gli occhi talmente importanti che ti viene da pensare che il matrimonio sia sponsorizzato da Louis Vuitton.





Pachelbel’s Canon in D

Siccome nel libro la marcia nuziale è il Canone di Pachelbel, e nel film ovviamente no, mi premeva comunque usarlo come titolo del paragrafo perché mi piace dire Pachelbel. Così, a random. Pachelbel. Come di tanto in tanto mi piace dire, così dal nulla e nei più svariati contesti, Nicki Minaj, perché mi piace come suona. Lo trovo antistress. 



Ma veniamo a noi. 



Il famoso matrimonio. Il famigerato matrimonio. 



La cerimonia si svolge in un contesto silvestre, e ci sono così tanti fiori, erba, e alberi (più che logico, è un bosco) che se mai tra gli invitati umani ci fosse stato un asmatico, avrebbe avuto un attacco fatale già ad aprire la busta con la partecipazione.



Vi faccio notare che in mezzo agli invitati c’è anche Stephanie Meyer, che è passata dal mangiarsi quel triste piatto di verdure di campo nel primo film, a imbucata al matrimonio nel quarto, con una faccia tutta gongolante che diceva noncecredoadèpossofinìdepagàilmutuo.



Vabbè, insomma, infine si sposano e siamo tutti felici.





We got the party



Durante la festa del dopo cerimonia, sembra che tutti facciano a gara per rendersi ridicoli proclamando solenni discorsi di congratulazioni. A cominciare da Emmett, che fa battute tristissime a cui giustamente non ride nessuno, passando per Jessica che ha esaurito tutta la sua verve creativa nel discorso del diploma in Eclipse. Senza considerare la madre di Bella, che addirittura si mette a cantare e tu ti trovi in quella scomodissima situazione in cui ti vergogni per i personaggi del film e vorresti sprofondare nella poltrona. Il discorso di Edward, invece, è tutto drammatico e poetico ma a un certo punto dice “nessuna misura del tempo è abbastanza con te, ma cominceremo con per sempre”: lì mi sono un attimo preoccupata, temevo stesse per aggiungere “e sempre”, il che non è tanto di buon auspicio, capite a me. Il migliore, comunque, è sempre Charlie, il padre di Bella. anche se non ho capito, nel suo discorso, dove finisca l’ironia e cominci l’abuso di potere.





I lived in your chess game but you changed the rules everyday



Edward e Bella fanno zum-zum un paio di volte ma poi, siccome si tratta di zum-zum umano/vampiro e la mattina dopo Bella ha certi lividi che pare uscita da anni e anni di abusi domestici, e invece è solo la prima notte di nozze, Edward decide mettere il lucchetto alla cintura di castità e passano il resto della luna di miele a giocare a scacchi. Si, hanno un’isola lussureggiante tutta per loro al largo della costa del Brasile e loro giocano a scacchi. Fino a che…




We’re in trouble

Quando Bella parla al telefono con Carlisle esponendogli le sue congetture sul fatto che crede di essere incinta, Edward ha una faccia che non capisci se è contento di sapere di non sparare a salve, o se pensa che sia il caso di lasciare i soldi e scappare. Infine decide che è davvero il caso di tornare a casa e di capire se Bella stia per partorire Godzilla o un Velociraptor.




Amadeus Mozart (Wolf-gang)

Lasciatemelo dire, l’allegro branco di lupacchiotti è ben rompiscatole. Prima Bella non può diventare una vampira, poi non gliene frega più niente, poi devono uccidere la bambina che porta in grembo, poi Jacob ha l’imprinting con lei e quindi tutti amici come prima. Disturbo multiplo della personalità, datemi retta.



Love death birth



Durante la gestazione Bella deperisce moltissimo, e diventa così magra che Carlisle poteva farle le radiografie mettendola direttamente controluce davanti alla finestra. Ed è talmente magra che se Carlisle avesse voluto impiantare, così tanto per, una cellula estratta dal lino nell’utero di Bella, lei avrebbe partorito direttamente un rotolo di spago.

Durante tutto l’ambaradan, Rosalie le sta accanto. In effetti, Bella è consapevole che se potesse Rosalie la butterebbe giù dalla scogliera, ma quello passa il convento e quindi pace. Comunque non è mica un’attività piacevole. Voglio dire, per Rosalie è come accudire uno scheletro del laboratorio di chimica del liceo. E l’utilità della cosa è più o meno la stessa.



Poi, ovviamente, bisogna pensare al nome e Bella sta vagliando due opzioni. La prima è, per un maschio, “E.J”, da Edward e Jacob. Che è un leggero passo in avanti da quello del libro, Carlie, crasi di Charlie e Carlisle. Comunque, E.J fa schifo uguale, e allora uno pensa “che culo, speriamo che sia femmina”. E invece no. Perché il nome per la femmina è Renesmee, crasi di Renée e Esme. E infatti è femmina. Tiè.



Mentre l’allegra famigliola discute dei nomi, la marmocchia decide di *breakout, let the party start, we’re gonna stay out, gonna break some hearts* uscire fuori, avendo riguardo di spezzare ogni singolo osso in corpo a sua madre, comprese quelle dieci che J.D. aveva studiato in più.

Scene concitate. Rumori di ossa che si spezzano, urla, terrore, dolore. Mamma mia, mi pare di essere tornata al mio esame di diritto privato. Fatto sta che i quattro sgallettati di Edward, Rosalie, Jacob e Alice si attrezzano, per forza di cose, a un parto artigianale. Alice, al telefono con Carlisle che avverte che la placenta si è staccata e che sta arrivando il più in fretta possibile, so che muore dalla voglia di urlare “chiamate Addison!”. Rosalie intanto, più pragmatica, al grido di “lama da dieci!” (no, non è vero, ma sarebbe stato figo) dà inizio al cesareo.



Bella intanto stramazza, vede la marmocchia e trapassa ed Edward la moccica in ogni punto possibile come se sgranocchiasse una pannocchia per fare in modo che il veleno agisca al più presto.



Intanto arriva il branco di lupi Quileute che ha dissotterrato l’ascia di guerra col benestare della commissione degli scavi archeologici, ed è intenzionato a menar le zampe. In difesa della porta dei Cullen troviamo Edoardo. Alice esterno sinistro e Jasper esterno destro. I lupi partono con un indubbio vantaggio numerico sulla trequarti, la squadra dei vampiri subisce il primo affondo ma ecco dal centrocampo arrivare Carlisle, Esme ed Emmet, che dopo un contrasto giudicato regolare dall’arbitro guadagnano il possesso palla. No, ochèi, il fatto è che nel file del film che ho scaricato per rinfrescare la memoria per scrivere questo post la scena del combattimento è talmente scura che sto cercando di compensare la mancanza di supporto visivo pensando a cosa avrebbe fatto Bruno Pizzul al mio posto. Ad ogni modo, la partit… ehm, il combattimento vampiri vs. lupi viene interrotto da Jacob che porta il calumet della pace perché ha appena avuto l’imprinting con Renesmee e in pratica adesso sono diventati tutti parenti e volemossebbè.



Brand new eyes

Ci eravamo dimenticati di Bella. L’avevamo lasciata sul lettino, trapassata e remota, piena dei moccichi di Edward. Il veleno sta invero facendo effetto e con una sequenza tipo dr. House facciamo un viaggio à la “Esplorando il corpo umano” nel sistema cardiocircolatorio di Bella. Che infine apre gli occhi. Rossi. E non è il jet-lag.


Ta-da-da-daaaaaaah!


End credits



C’è una scena, durante i titoli di coda, in cui viene mostrata Bianca, la segretaria dei Volturi, consegnare un biglietto ad Aro. Il biglietto riporta un messaggio di Carlisle che annuncia le novità vampiresche in quel di Forks. Il fatto è che Bianca, nel riportare il messaggio, ha sbagliato a scrivere “Carlisle”: ha scritto Carlile, senza la s. Giustamente Aro, riconoscendo quanto importante sia l’ortografia a livello spirituale, ecumenico e grammaticale, dà Bianca in pasto ai vampiri lì di guardia. Cioè. Stima stima stima. 





These are the questions that haunt me



Punto primo: ma vi costa molto farmi vedere Jasper di tanto in tanto? Vabbè, che ci speravo a fare, tanto lo sapevo che nel film ci sarebbe stato poco. Poco Jasper da solo, poco Jasper con Alice. Zero, nisba. Dice diciassette parole in tutto (si, le ho contate. No, non ho una vita) e mi lasciano con un palmo di naso. Si, ochèi, mi danno il contentino e fanno vedere una bella scena in cui ballano manco ci fosse Milly Carlucci tra gli invitati al matrimonio, e mi è piaciuto quando Alice dice a Jasper “facciamo due passi?” prendendolo per mano mentre Carlisle va a recuperare una sacca di zero negativo da far bere a Bella ma, ehi, una fangirl deve pure sognare, no?

Ad ogni modo, mi rivolgo a chi di dovere (anche se ormai credo sia tardi): lasciate perdere Edward e Bella e datemi più Jalice. Lo so, avete letto Jalisse e vi è venuto da cantare “fiumi di parole”, nevvero?

Punto secondo: siccome la parrucca che le fanno mettere ha un taglio sempre più corto, qualcuno può per favore spiegarmi come, e soprattutto dove, cacchio si nasconde i capelli Ashley Greene? Sono tre anni che me lo chiedo. Comincio a credere che ci sia del soprannaturale in tutto ciò.


In the end


Adesso non devo fare altro che ingannare l’attesa per la seconda parte del film leggendo fanfiction su Jasper e magari passando pure qualche esame, che schifo non farebbe.

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