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RICH GIRL (WHATCHA DOIN’?)
Venerdì, 11 Novembre 2011, 13:51
Il mio salvadanaio artigianale a forma di deposito di Zio Paperone svetta bel bello, accanto a un bicchiere di Starbucks di New York, sulla mensola sopra la mia scrivania, così come la sua controparte originale e cartacea svetta bel bella sulla collina Ammazzamotori di Paperopoli. Suddetto salvadanaio, che al momento contiene diciassette euro e ottantuno centesimi in attesa di essere sguaiatamente spesi su eBay in una missione di autofinanziamento del mio regalo di Natale, da me per me (“oh, ma è bellissimo, non dovevo!”), sta lì a ricordarmi che prima di andare a caricare la Postepay per fare acquisti su internet devo far attaccare tutti gli spiccioli sennò l’impiegata acida delle poste me li tira con flonda un’oculata gestione dei risparmi giunta alla mia età sarebbe auspicabile, che poi mi tocca vedere mio cugino di undici anni gestire le entrate e le uscite molto più responsabilmente di me e la cosa mi fa sentire finanziariamente irresponsabile alquanto.
Ora, il salvadanaio sta anche lì a ricordarmi che dall’ultima volta che ho chiamato a rapporto tutti gli spiccioli per il censimento, è vero che nessuno ne è uscito, ma nemmeno qualcuno ne è entrato e di questo passo, siccome questo Natale ho gusti (più) costosi, per autofinanziarmi il regalo mi toccherà accendere un mutuo.
SE
If I had the money than I’d,
Buy all the happiness that money could buy,
I’d have ten stretch limos like a movie star,
And a room in my house just for my guitar
And if I had money than I’d,
Only wear Sean John,
Eat my cereal with Grey Poupon,
In a swimming pool about one mile long,
With speakers underwater,
Playing this song
Man Whatcha Doin’, FM Static
Per il motivo suddetto di tanto in tanto mi trovo a fantasticare su cosa farei se avessi, diciamo, uno zilione di euro, roba tipo da accendermi i sigari con dei biglietti da cinquecento. Se non fosse che non fumo. Roba che allora potrei andare ad accendere con i biglietti da cinquecento i sigari a chi fuma il sigaro. Se non fosse che odio a prescindere chiunque fumi e quindi avrei sprecato un biglietto da cinquecento perché il sigaro glielo spegnerei tredici secondi dopo in un occhio.
Dunque, a parte andare ad accendere sigari in giro, se avessi uno zilione di euro, per prima cosa controllerei sul Devoto-Oli l’esistenza della parola “zilione”. In effetti, per prima cosa mi comprerei un Devoto-Oli, che non ho mai avuto e mi piacerebbe togliermi lo sfizio, nonostante al liceo me la sia cavata piuttosto egregiamente con un dizionario talmente vecchio che potrebbe averlo scritto Manzoni in persona, e talmente insulso che potrebbe averlo scritto Manzoni in persona (pare che Manzoni mi sia particolarmente simpatico).
Che altro farei con uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli? Probabilmente lo userei per sistemare tutte quelle questioni economiche che potrebbero profilarsi in futuro. Del tipo, mia nonna ha già fatto presente di non volere la luce lì al cimitero perché ciuccia soldi. Roba che non ci pensi ma che in effetti ci dovresti pensare. Così potrei fare un fondo di investimento per la lucetta del cimitero. O magari potrei comprare un catarifrangente bello grosso e straordinariamente pacchiano così mi frego per vie traverse e straordinariamente pacchiane le lucette degli altri. No, sapete che c’è, mi faccio cremare. Dunque questa è risolta.
Cos’altro potrei fare con uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli? Forse potrei trovare un alloggio consono alla mia situazione economica, che vi ricordo consistere in uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli. Dunque, se avessi uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli, mi comprerei il Partenone di Nashville, perché quello di Atene è tutto diroccato, e ricaverei una penthouse nel frontone, perché quello di Atene è tutto al British Museum. Inutile che mi diciate che non c’entra, una penthouse nel frontone, perché con uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli meno quanto mi è costato il Partenone, posso permettermi di ficcarcela a forza, la penthouse.
Così ora il mio budget ammonta a uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli, meno quello che mi è costato il Partenone e meno quello che mi è costata la penthouse. Ora, secondo la mia personale concezione dello zilione di euro (che vi ricordo senza Devoto-Oli non so ancora se esista, o se esista, a quanto ammonti, per cui lavoro di fantasia), ho ancora soldi a sufficienza per comprarmi, che so, la luna. Ma poiché con la luna non saprei tanto che farci (non voglio mica la luuuuna), passo oltre, a togliermi sfizi più terrestri.
Se avessi uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli meno quello che mi è costato il Partenone meno quello che mi è costato ricavarci il superattico nel frontone, viaggerei in lungo e in largo. Visiterei tutto l’intero mondo mondiale, per avere la soddisfazione di avere, sulla valigia, l’adesivo di Cassinetta di Lugagnano vicino a quello di San Francisco, quello di Villaggio Peruzzo accanto a quello di San Pietroburgo, quello di Fiorenzuola di Focara di fianco a quello di Città del Messico.
Una volta visitato tutto il mondo mondiale, userei i soldi rimasti per comprare una villa in ogni Stato americano, tranne il Tennessee perché già ho il superattico nel frontone, lì in quel di Nashville. E l’Alaska, perché non c’è niente di interessante in Alaska a parte la tundra, e la tundra non mi attira mica. La taiga, forse, e magari la steppa, ma non la tundra. Tundra suona anche male. Sarà che le parole con la U hanno un suono triste e malinconico (*reminiscenze di quarta elementare mode on*). Gufo, per esempio. Guuuuufo suona lugubre e malinconico. Anche il verso, uh-uh-u uh-uh-u,suona lugubre e malinconico. Dopotutto, però, è un gufo, che gira di notte e ti scruta con i penetranti occhioni gialli e la testa a centottanta gradi da sopra una lapide del cimitero, quindi la lugubrosità ci può anche stare. Unione Europea. Uuuuunione Europea pure suona lugubre e malinconico. E oltre a suonare lugubre e malinconico, (ri)suona anche di tutti gli improperi che ho tirato preparando l’esame. Comunque, tornando a noi…
Con uno zilione di euro meno quello che mi è costato il Devoto-Oli meno quello che mi è costato il Partenone meno quello che mi è costato ricavarci il superattico nel frontone meno quello che mi è costato viaggiare per tutto il mondo mondiale meno quello che mi è costato comprare quarantanove ville, farei costruire un robot a mia immagine e somiglianza, per mandarlo a lezione e a dare gli esami al poso mio, mentre io mi faccio gli affari miei.
Ora, detto ciò potrei anche fare che basta. In effetti non ho poi bisogno di molto. Così potrei lasciare parte di quel che rimane del mio zilione in beneficienza, tipo al rifugio degli opussum con la sciatica, e il resto lo terrei da parte per le eventualità eventuali che potranno profilarsi in futuro tipo, che so, corruzione di testimoni in un procedimento penale se mai dovessi uccidere qualcuno. Cose così, insomma.
D’ALTRONDE
Man, whatcha doin?
Don’t ya know that, money can’t
Buy you love? It can’t make you happy,
Happy like, havin’ someone to laugh with
Man whatcha doin?
Don’t cha know that, money can’t make it right,
You need to love yourself my man,
Before you love somebody else
Man, sit down, and listen to me for a second,
I’m not tryin’ to be the sound of a broken record,
But every day you live your life, thinkin’ this is
All there is, your cheatin’ yourself outta
Somethin’ special…
Man Whatcha Doin’, FM Static
Certo, c’è sempre quel discorso moralista “i soldi non fanno la felicità” e ciarle varie. Cioè, voi datemi sul serio uno zilione di euro e poi vi dico io se sono felice o no sorseggiando succo al farfugno nel mio superattico nel Partenone, sapendo di aver contribuito a trovare una cura per la sciatica degli opossum.
MA IN FONDO CHISSENE…
If I had the money than I’d,
Buy all the happiness that money could buy,
I’d have ten stretch limos like a movie star,
And a room in my house just for my guitar
And if I had money than I’d,
Only wear Sean John,
Eat my cereal with Louis Vuitton,
In a swimming pool about one mile long,
With speakers underwater,
Playing this song
Man Whatcha Doin’, FM Static
Per cui se avessi uno zilione di dollari mi darei alla pazza gioia ma senza tralasciare la beneficenza, preferibilmente animalista.
…ANCHE PERCHE’
Al momento lo zilione di euro non ce l’ho mica. Però ho diciassette euro e ottantuno centesimi. Il che è un piccolo gradino per lo zilione. Fino a che non arriva Natale. Perché dubito di riuscire ad accumulare uno zilione di euro entro il 24 dicembre. In effetti, dopo Natale non avrò più nemmeno i miei diciassette euro e ottantuno centesimi. Allora non mi resta che sperare che il termine “zilione” non esista, perché io voglio uno zilione, e non un miliardo, né un biliardo né un triliardo. Uno zilione o niente. Più probabilmente niente.