Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

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ANATOMIA DI NOCCIOLINE (DON’T BEAT MY ASS WITH A BASEBALL BAT)

Domenica, 30 Ottobre 2011, 19:04


Cosa ottieni se mescoli un cappello a forma di zucca di Halloween che ti tiene in caldo le idee mentre scrivi, una totale venerazione per i Peanuts, un’insana passione per Grey’s Anatomy e un sacchetto pieno di marshmallow a cui attingere nei momenti di sconforto? Ottieni questo post. Non che ci sia nulla di lusinghiero in ciò, ma abbiate pazienza.

Ora, per forza di cose qua si ritorna a parlare di Grey’s Anatomy. Sarà il cappello a forma di zucca, o meglio, a forma di grande cocomero, che non lascia traspirare le sinapsi facendo produrre idee e recensioni balzane, ma un episodio così succoso di citazioni dei Peanuts non poteva certo essere esente da un mio parere assolutamente non richiesto.

Volete dunque sapere cosa succede quando Grey’s Anatomy incontra i Peanuts? Allora il raggio traente della Morte Nera vi ha risucchiato nel posto giusto.


 
[*Warning* Spoiler Alert. Read At Your Own Risk]

 

- Once upon a time, I believe it was a tuesday when…

Shondona ha preso la sua tavola oujia e ha contattato, nell’aldilà, Charles M. Schulz, dicendogli: “Charlie, senti un po’ una cosa… posso chiamarti Charlie, vero? Ochèi, dunque, stavo pensando di fare un episodio di Grey’s Anatomy di vaga peanutsiana memoria. Che dici, posso? Posso? Posso? Posso? Posso? Davvero? Wowow. Allora io vado, eh. Io vado e lo faccio, eh! Lo faccio, eh!”. E lo fece.

- Keep your feet on the ground when your head’s in the clouds

Lucy: Non sono belle le nuvole? Sembrano grossi fiocchi di cotone. Potrei stare qui tutto il giorno a guardarle passare. Con un po’ d’immaginazione si possono vedere un mucchio di cose nelle forme delle nuvole. A te cosa ti sembra di vedere Linus?

Linus: Beh, quelle nuvole lassù mi sembrano la carta geografica dell’Honduras Britannico, e quel gruppo di nuvole là in fondo mi dà l’impressione della lapidazione di Stefano. Ecco l’apostolo Paolo in piedi da un parte. Quella nuvola là assomiglia un po’ al profilo di Thomas Eakins, il famoso pittore e scultore.

Lucy: Molto bene. E tu cosa vedi nelle nuvole, Charlie Brown?

Charlie: Beh, io stavo per dire che ci vedo un’ochetta e un cavallino, ma ho cambiato idea…

L’episodio si apre con Meredith e Cristina immerse in un lussureggiante ambiente bucolico, sdraiate sull’erba a trovar forma alle nuvole. Poco più lontano, Titiro e Melibeo stanno facendo la stessa cosa. Ora, tutto questo bello spirito da componimento agreste (e dico banalmente “componimento agreste” perché sono troppo pigra per controllare se “eglogico” esista come aggettivo) viene rotto da una palla da softball e un allargamento di inquadratura. Così, scopriamo che Meredith e Cristina stanno bellamente distese su un campo da softball a ciarlare, mentre il resto del loro team si allena, rischiando di farsi calpestare il duodeno da Alex che andava a recuperare la palla. Un po’ come quando Snoopy dormiva in seconda base, e Charlie Brown cercava gentilmente di fargli notare come il battitore glisarebbe passato “correndo proprio sullo stomaco”. Tanto per restare in tema Peanuts. Oh, e se poi vi faccio notare come Meredith fosse vestita uguale uguale a Linus, probabilmente vi esploderà la testa. Se mai ve ne freghi qualcosa.

- When people say things that bring you to your knees, I’ll catch you…

Lucy:  Hey, manager, dobbiamo dire “l’ho presa” o “ce l’ho”?

Charlie Brown: Non ha importanza Lucy.

Lucy: *lascia cadere la palla* Beh, forse hai ragione. Se non l’hai presa, non ce l’hai.


Arizona può immantinente depennare dalla lista “professioni alternative” quella di catcher, perché non ho mai visto nessuno pencio quanto lei. Scommetto che anche Betty White, sebbene sia più portata per il football, riceva meglio.

- Felt good on my lips (saying I was good at pitching…)

Charlie Brown: Ci si sente soli qua sulla pedana del pitcher… A volte è duro sopportare tutta questa responsabilità… Ma a un tratto di pare di scoprire che non sei veramente solo… in realtà sei contorniato da fedeli compagni di squadra.

Lucy: SU, DEFICIENTE, CERCA DI FARE UN LANCIO POSSIBILE!

Sebbene per metà episodio Teddy abbia millantato incredibili qualità di pitcher, una volta sul monte di lancio (che nel softball non esiste ma mi piaceva dire “monte di lancio”) la sua performance fa sembrare Charlie Brown degno della Premier League.


- Team work

Lucy: è mia!

Patty: No, è mia!

Shermy: No, è mia!

Violet: Mia!

Lucy: Di chi è?

Patty: è mia!

Violet: è tua!

Shermy: è mia!

Lucy: è tua!

Patty: è sua!

Violet: è loro!

Shermy: è nostra!

Violet: è mia!

*la palla cade*

Charlie Brown: ci vogliono sempre un po‘ di partite prima che i miei uomini si organizzino!


 
Momenti concitati di gioco! Palla in volo! La prende Meredith? La prende Cristina? La prende Meredith? La prende Cristina? Chi, delle due che stanno urlando sguaiatamente su chi debba prenderla, la prende? La Bailey. Già. Un risultato migliore di quanto accaduto al team capitanato da Charlie Brown, in effetti.

- The Gettysburg Address

Charlie Brown: C’è molto da imparare nel baseball al di là del puro gioco… Il gioco del baseball e il gioco della vita sono molto simili. Il modo in cui una persona agisce sul campo può essere il modo in cui agisce nella vita.

Lucy, Linus, Patty: NON DIRE COSI’!


Owen chiama il time-out per fare un toccante discorso alla squadra, che si può riassumere così: “siete dei medici straordinari ed è un grande onore per me essere il vostro capo, ma come giocatori di softball fate proprio cagare, e vorrei tanto piantarvi nella terra a colpi di mazza”.


- Don’t beat my ass (with a baseball bat)

Lucy: Hey, chi ti ha detto che sai lanciare? Lanci come mia nonna! Perché non ti ritiri? Non sai neanche lanciare un urlo! Perché non te ne torni al tuo paese?! Booooooo!! Com’è faticoso il sarcasmo.

La nuova fiamma di Mark fa gentilmente presente a Lexie, la vecchia fiamma di Mark, come sua nonna sappia lanciare meglio di lei. Ciò (e il fatto che sia la nuova fiamma di Mark) scatena in Lexie malcelati propositi omicidi, e infatti decide che pallina è meglio tirargliela addosso. Avete visto mai una palla da softball? Ecco, è praticamente un sasso, e quindi fa male assai. Però se lo meritava, quindi pace. 


-
You can love like a sinner and lose like a winner

Charlie Brown: “e proseguirono in bellezza fino a totalizzare uno strepitoso seicento a zero. Con una serie splendida di battute ed un’ancor migliore serie di lanci, dominarono i malcapitati avversari.” “Malcapitati avversari…” *sigh* la pagina sportiva è la più crudele del giornale…

Le cose stanno così: i medici del Seattle Grace sono tutti fighi, tutti bravi, tutti elargitori di pillole di saggezza, tutti autori di discorsi poetici e strappalacrime ogni volta che gli si presenta l’occasione, tipo che te ne appiopperebbero uno pure per quando finisce la carta igienica. E il contrappasso dov’è? Il contrappasso è nel fatto che il loro modo di giocare a softball è quanto di più scatologico possa esistere sulla faccia della Terra. Magra consolazione, ma meglio di niente.


- Everything else (that) matters

Ora, non sono stata in grado di trovare una corrispondenza in termini di noccioline per le questioni prettamente mediche o criminose viste durante l’episodio quando mezzo ospedale non giocava a softball. Così, di Callie che ricostruisce mani come hanno ricostruito quella di Anakin Skywalker, di Cristina stura le vene dei pazienti con l’idraulico liquido, di Alex che offre fiaschette di non specificati alcolici a ex alcolizzati, di Meredith che trova la cura per il diabete dopo essere stata illuminata sulla via di Damasco e di Alex (encore) che va girando per tribunali a compiere allegramente reati federali, dovete fare a meno di una citazione peanutsiana che vi si attagliasse. In effetti, l’unica cosa criminosa che abbia incontrato nei Peanuts è una vittoria della squadra di Charlie Brown annullata per uno scandalo di scomesse. Che per quanto deplorevole è davvero ben poca cosa rispetto a quanto accade quotidianamente lì al Seattle Grace. Ma a noi piace così.

 

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