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HASTE TO THE (WHITE) WEDDING
Lunedì, 09 Maggio 2011, 23:21
Suggerimenti per l’uso: per gustare al meglio la beltà di codesto post, si consiglia di accendere le casse e mettere questa playlist in sottofondo. Agitare bene prima dell’uso. Una volta letto si conserva fino a che non decidiate di fare spazio, nel vostro cerebro, a qualcosa di più importante come Napoleone, le guerre puniche o il calcestruzzo.
Prelude
Siamo in quel di maggio, le lezioni sono finite (le mie, almeno), le moto stanno riprendendosi l’asfalto, l’aria, il vento, il gaio riso dei fanciulli allieta i pomeriggi, il cazzeggio per il corso è tornato ad essere sport nazionale e un matrimonio primaverile è la pralina di zucchero sul semifreddo (perché palar di ciliegie è assai banale).
Orbene, dovete sapere che il mio io-telefilmico idealizza i matrimoni nelle serie tv tanto quanto il mio io-non-telefilmico li considera un’istituzione obsoleta e non funzionante e così, per questo matrimonio seriale nello specifico, ossia quello della mia coppia preferita di Grey’s Anatomy, ero in fibrillazione quanto un inglese tipico è stato in fibrillazione per il matrimonio di Guglielmo e Catia. O quanto sono in fibrillazione di solito quando mamma mi dice che il giorno dopo si mangia la carbonara. Ma vabbè, torniamo a noi. A loro. Voi. Essi. Di a da in con su per tra fra.
Dunque: Shondona, dopo un fracco di episodi fatti di parenti serpenti (e questo non è del tutto esente), marmocchi-drama, rotture, riprese, rotture (encore), sorbetti, porte in faccia e spiaggiamenti sui cofani delle auto, ha finalmente capito che a tirar troppo la corda, è vero che questa si spezza, ma prima che ciò accada gli spettatori esasperati l’avranno già usata per fabbricarne un capestro con cui prenderla al lazo e appenderla al primo lampione utile Piazzale Loreto style.
Così, come accennavo, ha finalmente deciso di dare un po’ di respiro ai fan del pairing Calzona, dopo il tanto “celebrato” painful journey, dalle iatture che quelle due si attirano dietro che cominci a credere portino sfiga peggio di Harry Potter, proprio a mezzo di un matrimonio in pompa magna in una bella cornice agreste tra le prugne Sunsweet confezionate una a una (perifrasi per dire: “all’aperto”, n.d.a.). Peccato che poi l’episodio abbia sostanzialmente fatto cacare, ma questi son dettagli.
Ora, premetto che è inusuale l’occasione di questo post perché fondamentalmente non si è trattato di un episodio da recensione per come lo intendo io (non è un season finale, non è un music event…): è un normalissimo episodio collocato nei pressi della fine della stagione. Tutto qui. Vi starete dunque chiedendo che bisogno ci fosse di scriverne (a parte quello di mettere ordine al subbuglio dei sentimenti da shipper): ebbene, la risposta è nella mia incessante ricerca di gloria e fama dovuta al fatto che il post sull’episodio musical ha ricevuto consensi entusiasti da parte di molte persone (boo-yah!). No, ochèi, smetto di tirarmela e vi dico il vero motivo dell’esistenza di questo post: perché c’era una canzone dei Corrs che letteralmente smaniava per avere l’onore di essere usata come titolo. E visto che trovare un titolo è sempre la parte più difficile, giacché per una volta non ho dovuto sudare sette camicie, tanto valeva celebrare la faccenda.
Ora, già sapete delle mie tecniche antisgamo per guardare le dirette su internet a orari improbabili, senza che il parentame sparso sospetti alcunché, per cui non mi dilungherò al riguardo, ma avrò agio di andare subito al sugo di tutta la storia, come dice l’Alessandro famoso.
Si vada dunque a incominciare.
[*Warning* Spoiler Alert. Read At Your Own Risk]
Avvertenze: il post può contenere elevate dosi di zucchero e frutta a guscio.
- Tsamina mina zangalewa (this time for Africa)
Alex ha fatto arrivare dall’Africa così tanti bambini da operare che l’età media del Seattle Grace Mercy West è notevolmente diminuita. Ora, per stabilire un minimo contatto umano medico-paziente con suddetti bambini, April si improvvisa poliglotta e parla swaili con la stessa credibilità con cui io leggevo la metrica greca e latina al liceo. Comunque, sarò l’unica a pensarlo, ma io trovo il personaggio di April adorabile, e ho deciso che “io voglio April come: Chief Resident, addetta al catering e fotografa ufficiale del mio matrimonio. #GA7x20 #Sapevatelo”
- My parents’ mistakes
La madre di Callie già mi sta sul cazzo. #GA7x20
Struggente confronto madre-figlia. Ma se Callie si levasse quella zanzariera dalla testa sarebbe ancora più struggente. #GA7x20
Sant’Iddio, che è che non va nella signora Torres? Cerca, per tutto il tempo, di risultare simpatica come una colica renale solo perché ha una figlia lesbica che ha a sua volta un figlio fuori dal matrimonio. Embè? Sai che roba. Manco se Callie le avesse detto “ho ucciso una persona”, “ascolto Justin Bieber”, “sono interista” o “voto Berlusconi” (o qualsiasi corrispettivo americano di “interista” e “voto Berlusconi”). Se c’è una cosa che non riesco a comprendere è come un genitore non riesca (possa/voglia) accettare le scelte di un figlio. Per quel che mi riguarda, se mai diventerò genitrice (o madre dei futuri figli di David Boreanaz o niente: non sono una che si accontenta) comportarmi come si comporta la signora la madre di Callie in questo episodio (ossia bucando la cerimonia perché non riesce ad accettare l’identità della figlia) sarà l’ultima cosa che farò finché avrò capacità di intendere e di volere. Certo, se capitasse che mio figlio mi dica “mamma, sono interista”, beh, in quel caso vedrò. Vedrò di diseredarlo.
- Hate (I Really Don’t Like You)
Io sto ancora qui in attesa che qualcuno ABBATTA Meredith Grey come un cavallo zoppo. #GA7x20
Meredith Grey è un essere mitologico: corpo di donna e testa di cazzo. Considerate che il mio limite di sopportazione verso questo personaggio è stato ampiamente raggiunto nel primo episodio della prima stagione. Ora, giunta al ventesimo della settima, il mio equilibrio psichico è seriamente compromesso. E lei non è che faccia niente per farsi amare, eh. Nell’episodio precedente a questo ha bellamente falsificato il trial sull’alzheimer sostituendo la siringa con il placebo con quella contenente il farmaco, per far sì che l’agente attivo andasse ad Adele Webber (quando l’associazione paziente-farmaco è decisa dal computer). E già lì la siringa gliel’avrei fatta ingoiare. Ad ogni modo, quello che mi dà veramente fastidio è che, avendola Alex sgamata, lei continui a ripetere di non aver fatto nulla di male, e che anzi quello che ha fatto non cambierebbe niente comunque e che è tutta una congiura nei suoi confronti dei magistrati comunisti.
- Sweet child o’ mine
Che cosa può aver fatto di male quella bambina per rischiare di avere Meredith come madre? #GA7x20#MancoAlMioPeggiorNemico
Io ho sempre considerato Derek affidabile quanto Diego Della Valle che, pelato, pubblicizza le piastre per capelli. A mio avviso, infatti, Derek è un neurochirurgo il cui cervello funziona peggio di quelli opera, visto che ha preferito Meredith ad Addison (She took him faster than you could say sabotage). Ciononostante in quest’episodio ha avuto un’idea geniale e gliene rendo atto. L’idea geniale, la prima in sette stagioni (e non esagero, perché altrimenti gli sarebbe venuto in mente di uccidere Meredith nel sonno già nel secondo episodio della serie), consiste nell’adottare un marmocchio. Ufficialmente questo perché Meredith ha l’utero ostile e quella bellissimissima bimba africana (belissimissima, ma chiamandosi Zola non posso fare a meno di pensare a Gianfranco) ha bisogno di una famiglia, ma più che altro, secondo me, il motivo precipuo è che in questo modo il pargolo non avrà i generi di Meredith: cupa, triste, inutile e probabilmente con l’Alzheimer. Derek se l’è proprio scelta col lanternino.
- Stay beautiful
Mark: “I look great by the way” #GA7x20
Mi si conceda di uscire un attimino dal seminato recensionistico per produrmi in una riflessione estemporanea meramente estetica: è mia personale opinione che Mark, tutto elegante in quel modo, sia l’ottava meraviglia del mondo. Roba che… wow. Quando ci vuole ci vuole.
- I miss you, I miss your smile, and I still shed a tear, every once in a while…
Aaaaaww, pora cucciola! “I need a minute to miss my brother”. #GA7x20
E bravo il mio Mark! #GA7x20#AllaFacciaDiChiGliDiceMale
Timothy Robbins (no, non quel Timothy Robbins) è il fratello, trapassato e remoto, di Arizona e lei, il giorno del suo matrimonio, giustamente ne sente la mancanza. E la scena è così cucciolosa, e lei è così cucciolosa, e Mark che la consola è così cuccioloso che… ochèi, è vero che io sono di parte, ma alla luce di questo intero episodio, alla prima persona che lo tratterà male, lancerò il malocchio (no, non quel Malocchio).
- Wearing a gown shaped like pastry
Quando mi hanno portato (in modo quanto meno coatto) a provare il vestito per la Comunione, ho fatto il diavolo a quattro. Per prima cosa perché, fosse stato per me, non avrei fatto la Comunione nemmeno sotto la minaccia armata del battaglione di polizia 101, e poi (soprattutto) perché il vestito da principessina mi faceva alquanto schifo. Così, alla luce di ciò, non è che sia forse la persona più competente per dare giudizi sugli abiti da sposa, ma una cosa la voglio dire comunque: a me Callie sembrava una meringa. Certo, meglio quest’abito che quello di Carrie Bradshaw (“l’invito è più elegante dell’abito”) nel primo film di Sex & The City, ma troppo velo, troppo bianco, troppo lungo, troppo elaborato, insomma: troppo.
- There is a time for silence. There is a time waiting your turn…
La coppia Derek e Meredith in gergo è detta Merder. E, lasciatemelo dire, è proprio una coppia di merder. Nella quinta stagione si sono scambiati delle promesse su di un post-it e se questa storia poteva risultare carina per i primi dieci minuti, all’undicesimo già mi ero ampiamente sfracassata gli zebedei che non ho a causa del fatto che tutti li considerassero sposati veramente. L’ultimo post-it che ho scritto io diceva “ricordarsi di pagare la bolletta - prendere le fotocopie di diritto penale”: legalmente, a chi sono vincolata io, ora? Alla bolletta o alle fotocopie? Ma non è questo il punto. Il punto è: un cazzo di post-it con su scritte delle promesse non vale né più né meno di un post-it con su scritta la lista della spesa, e siccome si sono messi in testa di adottare un pargolo, e ovvio che avrebbero dovuto ufficializzare la loro unione. E qua, un plauso alla tempistica: c’era bisogno di andare dal notaio proprio mentre si stava celebrando il matrimonio di due amiche? E al di là di mere considerazioni di civiltà e di rapporti umani, far vedere due matrimoni contemporaneamente è stata la scelta più infelice nella storia delle scelte infelici: per prima cosa, nessuna delle due coppie ha avuto spazio a sufficienza, e inoltre è stato un guazzabuglio di roba che non ci si è capito niente: inquadrano a turno Derek, e poi Arizona e poi Callie e poi Meredith e poi Derek e poi Callie e poi Arizona e poi Meredith e Derek e poi il giudice e poi Callie e poi Arizona e poi Callie e poi il giudice… Ma insomma, è un telefilm o una partita di tennis? Ho ancora il mal di mare.
- Remember me
Io mi dimentico le cose. E’ un dato di fatto. E la gamma delle cose che hanno avuto il privilegio di essere dimenticate da me copre un po’ tutto lo scibile umano: mi dimentico dove ho appoggiato gli occhiali, e mancandomi quattro gradi per occhio mi è anche abbastanza difficile poi andarli a cercare; mi dimentico quello che devo fare andando da una stanza all’altra, e quindi giro per casa a ritroso sperando che mi ritorni in mente; mi dimentico tutto quello che ho studiato nel momento preciso in cui mi iscrivo all’esame; mi dimentico le battute dei film, nello specifico quelle di Master & Commander e mio fratello sta sempre a prendermi in giro per questo; mi dimentico i nomi delle persone nell’istante esatto in cui mi vengono presentate e quando ho incontrato Giuppy Izzo ho seriamente avuto difficoltà a ricordarmi perfino il mio, di nome (“Piacere, Giuppy” - “Piacere, …. ehm, …. …. …. ehm, Alessandra?”). Insomma, la mia memoria è più bucata di un drogato ai giardini pubblici. Tuttavia non è niente in confronto alla memoria fallata degli sceneggiatori di Grey’s Anatomy. In questo episodio si sono dimenticati di una cosa fondamentale, che comincia per A e finsce per ddison. Ma insomma! E’ una cara amica di una delle spose, ha fatto nascere Sofia e non la invitano al matrimonio? Tanto più che in un episodio abbastanza sòla come questo anche solo tre secondi di Addison avrebbe ro giustificato il mio perdere il sonno per seguire la diretta. Ma voglio credere che la sua partecipazione sia andata persa per un disguido postale.
- ‘Cause I see sparks fly whenever you smile
In questo episodio Derek sorride così tanto (a volte dà anche l’impressione di essere strafatto, a onor del vero) che sembra di essere in uno spot Mentadent. Vabbè, balordaggini di pasta dentifricia a parte, questo episodio è anche l’apoteosi del supermagic smile di Arizona e quindi, pubblicità occulta alla Colgate o meno, l’ultima cosa che facciamo è lamentarci. Ecco.
- So much for my happy ending
Nemmeno se vien giù l’arcangelo Peppiniello sarò persuasa del fatto che per loro due finisca a tarallucci, vino e torta nuziale. Sicuramente il karma, sotto le mentite spoglie della mefistofelica mente di Shondona, tornerà al colpire e, se nella prossima stagione non ci sarà almeno un branco di pirati e uomini della Legione straniera in lotta con dei cowboy e alcuni leoni, tigri ed elefanti che si avventano verso una ragazza legata ad un sottomarino (cit. Peanuts) a rovinargli l’idillio, mi dirò profondamente delusa. E magari cascherà pure un meteorite: insomma, qualsiasi cosa purché non diventino noiose come Derek e Meredith (che a parer mio interessanti non lo sono stati mai).
- Psychiatric Help 5 ¢ - the doctor is out
Rieccolo, quel lonzone di psicologo. Non fai in tempo a farlo uscire dalla porta che ti rientra dalla finestra. #TeamTeddy&Henry #GA7x20
Shonda non ha ancora capito che lo psicologo barra spasimante di Teddy è inviso a tutti coloro che guardano Grey’s Anatomy, tanto più dopo l’introduzione del personaggio di Herny in qualità di vero marito finto della bionda dottoressa. Per cui, Shonda, facci un favore: eliminalo, ok? Decapitalo, evisceralo, spezzagli le gambine, dagli fuoco, fai quello che più ti aggrada basta che me lo levi da davanti agli occhi. Grazie.
- In the end
Insomma insomma. Avevo idealizzato così tanto quest’episodio che sapevo sarebbe risultato al di sotto delle mie aspettative, ma pazienza, non me la sono presa troppo a male. Certo, un pochettino di impegno in più potevano mettercelo, per esempio anche solo spiegandomi con quale autorità la Bailey possa celebrare i matrimoni, manco fosse un capitano di corvetta, oppure approfittandone per un altro crossover con Private Practice, o magari facendo sposare quelle due piattole pusillanimi di Derek e Meredith nel prossimo episodio (o anche mai, per quanto me ne possa fregare). Oppure, e questo per dare un po’ di colore alle polpette, facendo irrompere un ubriaco principe Harry nell’ufficio del giudice, affinché interrompa il Merder-Wedding sulle note di Speak Now. Quella sì che sarebbe stata una scena per cui sarebbe davvero valsa la pena di destabilizzare pericolosamente il mio ritmo sonno/veglia.
P.S. voglio un applauso solo per la scelta della playlist che è pertinente come non mai. Su, su, applaudite, non fate i preziosi (no, non quel Preziosi).