Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

0 note &

(THERE’S NOTHING I DO) BETTER THAN REVENGE

Venerdì, 21 Gennaio 2011, 12:27

 


Premetto che avrei voluto pubblicare questo post molto prima, quando il ferro della mia indignazione era ancora caldo, ma sono stata impegnata con le pecore di Pomponio per l’esame di Diritto Romano 2 e quindi ciccia. Comunque ho racimolato un 28, se vi interessa. Non vi interessa? E vabbè.

 

Ad ogni modo.

 

Prima della pubblicazione avevo pensato ad un titolo diverso, ossia “Apologia di Darthy” ma poi mi è venuto in mente che ad una bimbaminkia qual è la sottoscritta probabilmente non è permesso riecheggiare Platone. Inoltre una citazione di tal fatta equivarrebbe a sbattere in faccia al volgo la mia cultura fondata su Wikiquote (poveri i miei cinque anni di classico, che poca considerazione che ricevono), quindi ho optato per quello che vedete, anche perché, in fondo, 1) non ho proprio nulla di cui scusarmi, perché se la gente è idiota non è mica colpa mia e 2) ora come ora è molto più appagante vendicarsi. Muahahaha. 

 

 

Nelle puntate precedenti

 

Due furboni molto furboni che hanno commentato il post di cui sotto hanno pensato bene di psicanalizzarmi e, giusto perché non ci facciamo mancare niente, di insultarmi sulla base del nulla, non conoscendo i miei gusti, le mie ideologie e il mio background culturale, il tutto senza nemmeno avere la decenza di leggere interamente il post in questione, cosa che denota, oltre a una colossale stupidità, una colossale stupidità: come ha giustamente fatto notare mio fratello (dimostrando così di non essere l’unica, in famiglia, a far sfoggio di cultura, alla facciaccia vostra), il post poteva risolversi benissimo come la “Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo”, in cui ribaltavo tutte le conclusioni cui ero giunta fino a quel momento, affermando di aver fin lì solo scherzato. Ovviamente non avrebbero potuto essere a conoscenza dell’eventuale adozione di tale espediente, essendosi fermati a leggere probabilmente al titolo. Per cui, amen, se la gente è bifolca all’ennesima potenza, non ci posso fare niente.

 

Comunque, dopo aver letto quei commenti sì premurosi, ho attraversato le cinque fasi del cordoglio, ossia negazione (non è possibile sia capitato proprio a me!); rabbia (guarda te ‘sti stronzi figli di buona donna); patteggiamento (no, va bene, prometto che non lo faccio più); depressione (che vita grama, che senso ha?), accettazione (sono in pace con me stessa, il mondo, e con quei due bifolchi dei miei stivali), più una sesta, che Elisabeth Kübler Ross non aveva menzionato affatto (non preoccupatevi, cari i miei furboni, sono a conoscenza della dottoressa Ross unicamente per via di Grey’s Anatomy, non certo perché tale nozione faccia parte del mio fantomatico bagaglio di cultura generale), ossia quella del dubbio: lì per lì volevo rispondergli per le rime (“Me dispiace, ma io so io e voi non siete un cazzo!”) ma poi mi sono chiesta se ad una bimbaminkia come mi hanno detto di essere fosse possibile citare Alberto Sordi. A scanso di equivoci ho optato per la diplomazia. 

 

Inoltre, mi hanno anche consigliato come risolvere i miei evidenti problemi relazionali, dall’alto del loro piedistallo freudiano, verso quelle persone che mi fanno covare dentro, a detta loro, tanto rancore nei confronti del genere umano: mi hanno detto, per cominciare, di fare a questa gente (ovvero i miei personali ebrei, paria, negri da mettere a remare nel galeone) qualche telefonata. Ebbene, ammetto di aver telefonato. Ho telefonato e ho ordinato una pizza con pomodoro, mozzarella, patate e wurstel. Mi avevano anche detto di farmi un pianto (uuuuuueh, sniff, sob, sob), e così ho riguardato per la centomillesima volta Titanic. Credo che ormai conosca quella nave meglio del signor Andrews. 

 

Infine mi è stato detto di mandare a quel paese qualcuno, per alleggerirmi la coscienza. Naaaa, io sono molto superiore di così. Infatti, per dimostrarvi il mio buon cuore vi dedico perfino una canzone. E’ di Marco Masini. Capeesh?

 

Insomma, fate quel che vi pare, che io continuo a fare quel che mi pare. E comunque… e fatevela ‘na risata, che non ha mai ucciso nessuno, sapete?