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“NON SONO STUPIDO, E’ CHE MI DISEGNANO COSI” OVVERO SUL PROFILO CRIMINOLOGICO DEL BIMBOMINKIA
Sabato, 01 Gennaio 2011, 14:48
nOn sàPrAì mAì sE nOn PrOvìì…. Esatto! Se non ti butti dal 9° piano, per esempio, non saprai mai se rimbalzi! Muhaha che malvagia…!
La scelta della colonna sonora di questo post è di precipua importanza: “Aria sulla quarta corda” di Bach vs. “Hyperventilation” degli Apocalyptica. Il che significa “SuperQuark” vs. “Atlantide”. Il che significa Piero e Alberto Angela vs. Natascha Lusenti e Francesca Mazzalai.
Tuttavia, poiché quello di cui sto per parlare è una categoria sociologica assai surreale, i bimbiminkia, forse forse sarebbe più consono far risuonare nell’aere le note della sigla di Voyager. Il che significa che la sola persona in grado di parlare di certi argomenti è proprio lui: l’unico, inimitabile, incommensurabile, inossidabile, idrorepellente, irritante, inconcludente, irreperibile, inqualificabile, irresistibile, infallibile, insensibile, impermeabile, intollerabile e qualsiasi altro epiteto vogliate riferirgli Roberto Giacobbo.
“Ci sono testimoni da ascoltare, prove da esaminare, e ipotesi da valutare. E tutto ciò che deve essere visto sarà mostrato. A Voyager, adesso”.
Ora, poiché l’argomento bimbominkiesco è un tantino vasto, non appena cominciò a frullarmi per lo cerebro l’idea di codesto post, misi subito al lavoro un Umpa Lumpa, il cui unico contributo, in effetti, fu “sei bimbominkia qnd prl tt cs”, che è sì un contributo valido, ma un po’ scarno, considerando che la media dei miei post rasenta le milleottocento pagine. Perciò, per impadronirmi dell’argomento, mi vidi costretta a scartabellare per mio conto ogni singola pagina di Nonciclopedia che tratti della piaga del corrente secolo. Rem tene, verba sequentur, mi ripetevo, ragionando al contempo riguardo a Catone, se, quando proferì detto brocardo, avesse mai potuto immaginare che potesse essere utilizzato in un post fallomarmocchiante, impregnato di concetti quanto più lontani dai gloriosi mores maiorum. Frattanto si palesarono, aggratis ovviamente, i servigi resi da un altro Umpa Lumpa che mi consigliò, rimembrando di rimembrare il De Ira di Seneca, di trattare l’argomento come una malattia (e in effetti): cause, cure, rimedi, pericolo di contagio. Ora, se volessimo trattare il bimbominkismo come una malattia contagiosa, cosa peraltro vera, la voce “cura” nel tomone di medicina che si occuperebbe dell’argomento sarebbe assai breve: si limiterebbe a citare “benzina” e “accendino”, il cui giusto dosaggio è da lasciare alla saggia discrezione del medico. Peraltro, alla luce del fatto che, come ebbi agio di dire a suo tempo, “il mio orgoglio di classicista mi impedisce di rileggere il tutto alla ricerca di macro o microscopici errori di grammatica, giacché l’eventualità di scoprire di aver usato il congiuntivo a sproposito potrebbe provocarmi, nell’ordine: tachicardia, nausea, vomito, vertigini, emicrania, rinite allergica, congiuntivite, artrite, ipoglicemia, Sindrome di Cassandra, Sindrome giromitriana, sciatalgia, tendinite di Achille, Odisseo, Teseo, Perseo, un sacco di seo, Termidoro, Brumaio, Ventoso, Servio Tullio e Tullio Ostilio, Eolo, Dotto e Pisolo, giusto perché non ci facciamo mancare niente”, che cioè non sia fisicamente in grado di reggere l’eventualità che sia io stessa a deturpare la lingua italiana, il pensiero che esistano sì tanti bimbiminkia, vituperio de le genti del bel paese là dove ‘l sì suona, mi fanno venire voglia di appiccarmi il fuoco da sola.
Sennonché, dato che hanno ormai trovato la cura pure per la peste, chi mi dice che non trovino, a breve, una cura anche per coloro che, poveri sventurati, sono affetti da bimbominkismo? Ora come ora, comunque, non riesco a pensare ad una qualsivoglia cura che non contempli la parola “benzopirene”.
Chissà da cosa si origina il bimbominkismo. E’ forse dovuto ad un ambiente povero di stimoli culturali? Forse gli insegnanti non sono stati in grado di infondere la sacra scintilla della conoscenza in talune giovani menti? E’ l’influsso di modelli sbagliati offerti dal tubo catodico? O forse sono solo, e irrimediabilmente, stupidi. Qualunque sia il motivo, diamogli fuoco. A tutti quanti.
Giunta a questo punto non ho ancora capito se questo sia un post o invece l’inno dei piccoli piromani. “Gira su ceppi accesi il bimbominkia scoppiettando…”.
Il problema dei bimbiminkia, oltre ovviamente al fatto di esistere, di essere un inutile spreco di spazio e di consumare ossigeno prezioso, è che sono troppi e di troppi tipi. Inizio a credere che sia sbarcata una flottiglia di alieni che ha cominciato, in tempi non sospetti, a sostituire gli umani non con sofisticati androidi bensì con i bimbiminkia, cosicché ci troveremo nel 2012 a fronteggiare non tanto la ribellione delle macchine, quanto piuttosto un’invasione di bimbiminkia che al roboante slogan (inteso nell’accezione gaelica scozzese, s’intende: ah, quante cose si imparano da Topolino) “NN tokkatemi il kantante dei Tokio Hotel!” prenderanno il potere e governeranno questo sasso alla deriva nello spazio noto anche come Terra, una volta che i poveri difensori della galassia della Crusca, armati di baguette catalitica, saranno stati sventrati dalle quattro parti puntute delle K che sormontano le baionette di cui questi bimbiminkia saranno armati.
Piccolo intermezzo: ho notato di aver citato in modo del tutto random Catone, Seneca, Dante e… gli alieni. Credo di aver perso il controllo della creatura. Fine intermezzo.
I bimbiminkia, dicevo, sono troppi, e di troppi tipi: c’è il bimbominkia fan dei Tokio Hotel e per contrappasso quello fan dei Cinema Bizzarre. C’è il bimbominkia che crede che Justin Biberon canti meglio di Gandhi e Martin Luther King. C’è il bimbominkia che considera Federico Moccia il messia della letteratura italiana nei secoli dei secoli e via di questo nefando, turpe, empio e scellerato passo. Ora, per quanto variegata possa essere la fauna dei bimbiminkia che popolano i server italiani, c’è una cosa che hanno, tuttavia, in comune: l’allergia alla grammatica.
Eppure, ci fu un tempo, non molti anni or sono, in cui vivevamo in mondo incantato, fatto di penne che ancora vergavano sicure il diagramma “ch” e dove Marcello Sensini assurgeva a faro rischiarante la tenebra dell’ignoranza con il lume del suo grammatico raziocinio. Quelle, però, erano altre e ben più liete congiunture e, ad oggi: “È guerra! La Repubblica crolla sotto gli attacchi dello spietato Signore dei Sith, conte Dooku. Si contano eroi in ambedue gli schieramenti. Il Male è ovunque”. Il che, parafrasato, altro non significa se non che le rette e probe sintassi d’Ancien Régime furono spazzate via dalle istanze rivoluzionarie del linguaggio sms dal frigio berretto. E che il male è ovunque. Giustappunto. Socrate diceva non a caso che “l’ignoranza è l’origine di tutti i mali”. E non c’è nulla di più vero, a ben guardare: qualora dovessi incontrare un bimbominkia per strada, gli darei tante di quelle mazzate con il GI da stampargli in fronte la parola αδαής, ignorante. Sempre che, s’intende, le spoglie mortali di cotale bimbominkia non siano così maciullate da impedire al medico legale di leggere tale iscrizione rupestre. Quindi, confermando Socrate, il male (fisico in questa eventualità) cagionato al bimbominkia che abbia la sventura di incrociare il mio cammino trarrebbe origine nient’altro che dall’ignoranza del bimbominkia stesso.
Quanto ciò affermato finora conduce all’assunto per cui, essendo i bimbiminkia sprovvisti di qualsiasivoglia cellula neuronale e altresì considerata la sintassi come pericolosa avvisaglia di un morbo incurabile, per cui di tendenza evitata da detti soggetti come la peste, i fallomarmocchi abbiano sviluppato un proprio e peculiare linguaggio che gli permetta di comunicare con i loro simili, tale che perfino Jean-François Champollion cederebbe le armi sconsolato, mentre i più famosi glottologi assistono estasiati al dispiegarsi sincronico di questo nuovo linguaggio davanti ai loro occhi.
Mà Xkè neSsUnO mìì ¢aPiScèé?? - Boh. Forse perchè scrivi come un’analfabeta e parli come una deficiente. HAHAHAHA.
@OrdinaryGirl_
Passerò ora ad illustrare alcune delle caratteristiche peculiari del bimbominkiese, che sono :
- l’uso e l’abuso del Caps Lock alternato al canonico minuscolo (cosiddetta sInDrOmE dl cApS lOcK a SiNgHiOzZo);
- le vocali che difettano in ogni parola da essi digitata, tanto che un tipico scritto fallomarmocchioso prende ad assomigliare a delle intraducibili iscrizioni tolteche;
- la punteggiatura, utilizzata a caso o non utilizzata affatto, che potrebbe far apparire lo scritto come un visionario esempio di stream of consciousness, a non voler considerare il fatto però che si tratterebbe di un flusso di coscienza totalmente involontario (e perciò non conta) e che comunque non avrebbero la più pallida idea di chi diavolo sia (quel deficiente di) Joyce, per loro potendo perfino trattarsi del gatto di Gargamella (che però si chiama Birba, ma considerati i livelli infimi di cultura generale su cui i fallomarmocchi viaggiano, dubito siano a conoscenza di nozioni così fondamentali);
- la progressiva sostituzione della X al “per” e alla doppia S cosicché, nell’ultimo caso, non essendo in grado di separare la dimensione-chat dalla dimensione-tema-a-scuola, qualora in un tema di ordine storico gli si chieda di parlare del nazionalsocialismo, le famigerate SS si tramuterebbero in una singola X per cui la storia, almeno nel tema del bimbominkia, assumerebbe tutto un altro corso: se, poniamo, il nostro bimbominkia si dovesse trovare a scrivere della notte dei lunghi coltelli, probabilmente si produrrebbe in amenità come “Hitler arrivò con un nutrito gruppo di X”, il che potrebbe portare la professoressa a fraintendere il “pensiero” del bimbominkia, spacciandolo piuttosto per un quiz della settimana enigmistica in cui si chiede di sostituire alla x la parola corretta tra quelle proposte (non so se esista ne “La settimana enigmistica” un gioco di tal fatta, ma dovrebbe: i bimbiminkia ne andrebbero pazzi). Per non parlare poi della confusione che questa mania della X ingenera nel cervello atrofizzato dei bimbiminkia che si apprestano a percorrere una strada statale in quanto, ad esempio, la strada statale “X76” non esiste in nessuno stradario dell’universo conosciuto (forse giusto nella mappa del tesoro di Long John Silver);
- l’H, che in genere se la dimenticano sulla tastiera, e quando invece la usano, la usano a casaccio;
- l’invasione di K, che mettono al posto della C, del CH, e perfino della Q tanto che qualsiasi cosa scrivano sembra una specie di statuto del Ku Klux Klan;
- il “tau”, che cessa la sua funzione di diciannovesima lettera dell’alfabeto greco per trasformarsi in una formula di saluto tra bimbiminkia, tale che mi verrebbe voglia di tirare capocciate al muro ogniqualvolta lo veda scritto da qualche parte. Dice Nonciclopedia che “esperti di glottologia della Crusca si interrogano circa il significato della parola ‘tau’ preferendo crederlo un occulto codice di commiato caldeo piuttosto che un’inguardabile degenerazione della parola ‘ciao’)”;
- ultimo ma non ultimo, la totale mancanza di contenuti: se è ovvio che non udrete mai dei bimbiminkia discettare del dibattito costituzionale tedesco della fine dell’ottocento, le loro conversazioni altro non vertono se non sulla zazzera del cantante dei Tokio Hotel (“Ma Bill è fikissimo cn quei kapelli xk nn l volete kapire?”).
Ovviamente la fenomenologia del linguaggio bimbominkiesco è assai più ampia di quella da me tratteggiata: se volessi descrivere a fondo tutte le sevizie inflitte alla lingua italiana dovrei mettere il bollino rosso al blog, ma dato che questo è un blog per tutti (tutti quelli, cioè, che capiscono quello che scrivo), debbo chiedervi di approfondire la questione nella nonciclopedica sede, senza dubbio più appropriata.
Tornando ora al bimbominkia in sé, la cosa, oltre allo stupro della lingua italiana, che mi fa letteralmente voglia di squartare la prima persona che mi capita a tiro, è il loro atteggiamento nei confronti di taluni personaggi famosi, con particolare attenzione per le coppie famose.
Così, ad esempio, quando la coppia scoppia (Zanessa), il piccolo mondo delle bimbeminkia collassa su sé stesso, e queste prendono a dare capocciate contro il muro perché Zac Efron e Vanessa Hudgens rappresentavano per loro l’allegoria dell’amore eterno. Per contro, gli aficionados della coppia Niley (Nick Jonas & Miley Cyrus) di tanto in tanto riappaiono ad infestare la mia timeline di Twitter, non essendosi ancora rassegnati al fatto che quella coppia è più morta di un opossum sull’autostrada. Per non parlare poi di quando la coppia gli fa proprio schifo: così Ashley Greene è una stronza che deve morire tra atroci e indicibili tormenti perché si spupazza Joe non-ho-capito-perché-tutte-gli-vanno-dietro-sarà-un-problema-mio-che-non-ci-arrivo-proprio Jonas perché Joe deve stare… già, con chi deve stare? Certo non con Taylor Swift perché appena lo vede probabilmente gli gira la faccia a forza di schiaffi, prima di sfasciargli la famosa chitarra rifulgente di ben cinquemilaquattrocento cristalli Swarovsky sulle gengive, e poi con quella no, con quest’altra nemmeno, con quest’altra ancora ma manco a parlarne… con le bimbeminkia stesse? Senz’altro: già me le vedo a scrivere “signora Jonas” in ogni pagina del loro triste diario, odiando per ciò stesso la vip di turno che se l’è accalappiato togliendolo dal mercato. Mi autocito: “care bimbeminkia, siete bimbeminkia di dodici anni di Forlimpopoli, Nocera Inferiore e Marina di Montemarciano. Non siete mai state né mai sarete disponibili su quel mercato. Datevi fuoco.”. Poi ovviamente ci sono i bimbiminkia che impazziscono per le coppie della finzione (cinematografiche o telefilmiche) e la loro testa implode quando scoprono che gli attori in questione nella realtà non si filano manco di striscio perché magari felicemente accasati con altri o perché magari progettano di farsi preti, suore, monaci, papi, arcivescovi, patriarchi di Costantinopoli. Giuro che se leggo anche solo un altro commento sulla coppia/non-coppia/mica-l’ho-capito-ma-poi-chissenefrega nota ai più come Robsten (Robert Pattinson & Kristen Stewart) l’unica testa a implodere sarà la mia, ma perché non ne posso più. Lasciateli in pace e chi s’è visto s’è visto. Proprio non capisco: già le coppie di finzione sono un motivo più che sufficiente di angosce, tribolazioni, soddisfazioni infine concesse, speranze ad oggi disattese e, allo stato dell’arte, di istinti omicidi perché si mollano, si ripigliano, si mollano di nuovo, Africa, non Africa, porte in faccia, madonna che ansia, insomma, proprio non vedo perché perdere la testa anche per le coppie dello shobiz dato che, alla fin fine, saranno pure affari loro. Che poi, va bene, lo ammetto, può capitare anche a me di shippare qualche coppia reale, come questi due rintronati di Michael C. Hall e Jennifer Carpenter, ma quando su Twitter ho letto la notizia del divorzio, due più due ha continuato a fare quattro, lo zucchero nel caffè ha continuato a renderlo dolce, il sole ha continuato a sorgere perché il mondo ha continuato a girare. Insomma, amen.
E che dire poi dei sentimenti di cruccio astioso che infestano, di nuovo, la mia timeline, nei confronti di @SarahMOnline, che è riuscita a farsi le foto con ogni celebrità esistente sul globo terraqueo nonché sulla galassia di Andromeda? Ecco allora che le bimbeminkie si scatenano, e cominciano a sputar fiele sulla fortunella, perché ha la foto con il loro idolo. Diceva giustamente Orazio: “L’invidioso divien magro alla vista dell’altrui opulenza”. Orbene, a “invidioso” aggiungete “bimbominkia” e sostituite “frenastenico” a “magro”, e otterrete così il perfetto profilo di questi inquietanti soggetti. Onestamente a me questa Sarah dà un po’ l’idea di stalker, ma ognuno è libero di impiegare il suo tempo libero come meglio crede.
Parlando di bimbiminkia e di celebrità, il discorso non può non cadere su quello stolido bue di Justin “Biberon” Bieber che è, a tutt’oggi, l’idolo delle folle di bimbeminkia con gli ormoni impazziti, per non parlare del cervello. Le fan di Biberon fanno parte di una delle categorie più infime di bimbiminkia, perché costituiscono l’apice del degrado culturale mondiale, ma che dico mondiale, universale proprio. D’altronde, cosa ci si può aspettare dalle fan di un tipo che non è a conoscenza della parola “tedesco”? Non mi dilungherò ulteriormente sul piccolo paramecio decerebrato, dato che ne ho già abbondantemente disquisito, per cui a tal riguardo vi rimando a qualche geniale tweet dell’esimia OrdinaryGirl_, che ha colto appieno lo spirito col quale bisogna rapportarsi a quell’agglomerato di balordaggine con i capelli a scodella e relative fan.
- JuSsTììN BieBer„ è uN dOnO DaL cììElO!!11! - Si, una cacata di piccione! HAHAHAHA, SCUSATEMI E’ PIU’ FORTE DI ME. ùù
- Le Beliebers che “L0wànO JuSs f0rEvEr” sono la dimostrazione che l’amore non è solo cieco, ma anche sordo.
- DoCtOr,hO Là biEbeRfeVeR! - Peccato, le restano 6 giorni di vita, poi il suo cervello smetterà di funzionare. Ma… forse le è già successo.
- Non critichiamo le BM che vogliono suicidarsi perchè “LoWwWanO JuSsS” … Piuttosto, dovremmo incoraggiarle.
Detto questo, sempre a voler restare in tema “musica” (ah, che parolone), il bimbominkia per eccellenza e il più pericoloso è forse il fan dei Tokio Hotel. Tale essere si aggira per la rete infestando forum, blog e Yahoo Answers, con commenti palesemente sgrammaticati e domande che denotano un QI pari alla temperatura minima di Bolzano. A me i Tokio Hotel non piacciono proprio per niente, anzi, mi sono piuttosto antipatici e il cantante mi mette anche abbastanza paura, tuttavia, da che mondo è mondo, la mia opinione al riguardo è sempre stata “vivi è lascia vivere” (con Justin Biberon invece non sono così conciliante, perché la sua stupidità è un insulto al genere umano). Della serie, dovranno campare pure loro, e lasciamoli campare. Il fatto è che campano pure i fan, e questo è un problema non di poco conto. I fan dei Tokio Hotel sono gli esseri più irritanti, fastidiosi e insulsi che abbiano mai messo piede sulla Terra, sempre lì a discutere di quanto sia bello (bella?) Bill (perdonate la cacofonia del gioco di parole) e ad azzannare tutti quelli che osano proferir una diversa opinione. Se poi volete discutere di musica con codeste persone, fatica sprecata perché non presteranno orecchio a qualsiasi critica obiettiva che possiate proferire nel rispetto della netiquette internettiana. E’ come discutere con un muro, con l’unica differenza che il muro non ti lancia in risposta epiteti di camionistica memoria.
Ad ogni modo, se dovessi esprimere un genuino giudizio sui Tokio Hotel, probabilmente direi che potrebbero lasciare il mondo della musica anche all’istante e tentare una redditizia carriera come spaventapasseri nei campi di granoturco della bassa Sassonia. Effettivamente, dopo aver visto questa foto, “spaventapasseri” è stata la seconda cosa che ho pensato. La prima, lo confesso, è stata “i miei occhi! I miei occhi!”. Scrisse, a tal proposito, Katy Perry sul suo blog: “Buonasera da Tokyo! (non l’hotel… Al quale ho caritatevolmente donato tutti gli awards del successo della mia vita con gratitudine, la ragazza dovrebbe ora potersi permettersi il gel per una vita… aiutatela per questo)”. Amen, sorella, che oltre a mettere in dubbio la legittimità di certi premi assegnati ai Tokio Hotel, dà voce a tutta la popolazione mondiale sana di mente che si chiede, in effetti, come Bill Kaulitz gestisca quella cosa che ha in testa.
Ci sarebbe ora un’altra categoria sociologica di bimbiminkia da passare al vaglio: le Twihards, le fan cioè della Twilight saga. Premetto che sono una fan io stessa di Twilight (voglio dire, se può Guglielmo “Willwoosh” Scilla, allora posso pure io), anche se paradossalmente di Edward e Bella non me ne frega una ceppa, anzi, mi piace prenderli in giro quel tanto che basta. Un po’ contorto, è vero, ma non siamo qui per diagnosticare l’eventuale profilarsi di un qualche mio disturbo bipolare, quanto piuttosto per dire due parole su questa particolare categoria di bimbiminkia. Come per Biberon non intendo trattare l’argomento ex novo perché quanto ho scritto qui è più che sufficiente per tracciare un profilo accurato delle fan di questa serie. Ad ogni modo, per amor di completezza, vi basti saper che quello che trovo più irritante delle fan di Twilight è la loro totale predisposizione a farsi turlupinare da un intelligente venditore. Mi spiego: ora stan tutte a sbavare dietro a Robert Pattinson, ma com’è che quando ha recitato in Harry Potter non se lo cagav… ehm, filavano manco di striscio? Il fatto è che in Twilight hanno “impacchettato” il prodotto Pattinson (che mi sta pure simpatico, porello) in una bella confezione glitterosa e lo hanno venduto.
“[…] voi lo avete brevettato, impacchettato, ficcato in una scatoletta di plastica e ora lo vendete, volete venderlo” - Ian Malcolm, Jurassic Park
E le bimbeminkia ci sono cascate come delle allocche. Insomma, è chiaro, possono passare il loro tempo libero a sbavare dietro chi vogliono, liberissime, ma ciò non mi impedisce di pensare, magari un po‘ malignamente, è vero, che i produttori dei film abbiano trovato la gallina dalle uova d’oro e che il tutto altro non sia che un’intelligente operazione di marketing. I libri, a parer mio, sono piuttosto piacevoli da leggere, pur con tutte le enormi pecche che ho evidenziato nel mio precedente post e già citato post, ma altro non sono (meglio: altro non sembrano) che delle originali fanfiction, che la Meyer ha scritto così tanto per fare, tanto per divertirsi, come io scrivo i post per questo blog (con la differenza impercettibile che la Meyer si è potuta comprare la villa al mare. Beh, poco male, io al mare non ci vado nemmeno!), sensazione che ha trovato conferma leggendo il quarto volume della saga, che a me è parso unicamente mettere per iscritto, e in via ufficiale, solo desideri più reconditi dei fan, più che per dare una conclusione “autoriale” alla saga stessa. Si tratta, queste, unicamente di mie elucubrazioni personali, è chiaro, ma che tuttavia non potrei esprimere in altra sede che non sia il blog (dove sono libera di dire quel che voglio) poiché altrimenti le bimbeminkia mi salterebbero addosso e mi strapperebbero l’anima a morsi perché guai a parlar male di Twilight visto che è beliximiximo, stupendoso e amenità varie. E io non sono Katy Perry, che può andarsene allegramente in giro a sputtanare la gente, che tanto poi avrà un esercito di bodyguard che la tiene al riparo dalle bimbeminkia che le hanno giurato vendetta. A me chi mi difende? Floppy, che pur essendo un gatto cattivello non è manco buono a difendere sé stesso, visto che ultimamente è vittima di fenomeni di bullismo da parte degli altri gatti del circondario e le busca regolarmente? Yay.
Ora, senza divagare troppo, sono dell’idea che dovremo sorbirci le bimbeminkia che infestano la rete a parlar di Twilight con i paraocchi fino al momento in cui tale fenomeno, esaurito tutto il suo combustibile, esploderà come una supernova: il che tradotto, significa che le avremo tra i piedi fin quando le major non avranno trovato qualche fenomeno virale di eguale impatto con cui intrattenerle.
Un altra cosa deve essere menzionata nei riguardi dei bimbiminkia fan della saga di Twilight è questa loro peculiare capacità di portare le persone a vedere le cose dall’ottica sbagliata. In una moderna parafrasi del mito di Re Mida, i bimbiminkia inquinano tutto ciò che toccano. Così i Paramore, un’ottima band che ho scoperto da poco grazie ad una ragazza su Twitter che, in risposta ad un mio tweet, me li ha caldamente consigliati, agli occhi dei neofiti appare come una band per bimbiminkia unicamente per via del fatto che un loro brano, “Decode”, compare nella colonna sonora del primo film. Che ragionamento balordo: per ciò stesso anche i Muse sarebbero una band da bimbiminkia? Evvai. Eppure le colonne sonore dei tre film finora girati presentano dei pezzi davvero buoni (non potete immaginare quanto sia entrata in fissa con “Neutron Star Collision (Love Is Forever) dei Muse e “Eclipse (All Yours)” dei Metric).
Purtroppo però i bimbiminkia, che costituiscono le erbacce nel prato della vita e fosse per me li cancellerei dalla faccia della Terra a forza di Napalm e Agente Arancio seduta stante, continueranno imperterriti, e per molto tempo, a fare quello in cui riescono meglio, ossia esasperare la gente con la loro fastidiosa esistenza e a rendere sicuramente questo mondo un posto peggiore. Se non altro, riconosco che un’utilità infinitesimale ce l’hanno anche (e perfino) loro: servono a fare sentire le persone come me, superbe oltre ogni dire riguardo alla loro cultura, di molto superiori. Beh, meglio di niente.
Ora, giunta a questo punto, confesso di non avere più idea di cos’altro dire. Credo quindi che sia arrivato il momento del commiato, per cui… tau! Ehm, no, cioè…
P.S. Il buon vecchio Mr L., fedele lettore e sempre carinissimo commentatore, che mi aveva dato l’idea di scrivere un post sui bimbiminkia in quel di settembre (devo proprio lavorare sulla tempistica), si bei del fatto che questo post è dedicato a lui (ma mica perché sia un bimbominkia, eh, chiariamo)!
P.P.S. nella foto del mio micio Floppy stanno lì in bella vista, con mio sommo disgusto, due libri di Moccia. Ci tengo a precisare che non sono miei. Il libro rosso sulla destra del gatto, invece, è la raccolta di epigrammi di Marziale. Ci tengo a precisare che quello, invece, è mio!
P.P.P.S. a questo post è stata mossa una critica da parte del mio saponificabile fratello, che ha sentenziato, nei riguardi della prima stesura, che non ci si capiva niente perché, va bene volersi distaccare dall’argomento trattato con un’aurea di superiorità, ma fare frasi di otto righe à la Cicerone porta il lettore a leggerle sei volte senza capirci un tubero, via via più frustrato. E ciò, a detta sua, non è bene. Nei riguardi della seconda stesura, invece, il piccolo aiutante di Babbo Natale ha detto che tratto troppi argomenti senza però approfondirli. Ora, io ho cercato di fornire una copertura il più ampia possibile alle barlordaggini di cui ho parlato in questa sede rimandando, per approfondire, ad altre fonti di cognizione. E poi, comunque sono nove pagine, che dovevo scrivere, il De Vulgari Eloquentia? Ho una vita da vivere!
P.P.P.P.S ma quanti P.S. si possono mettere per rientrar sempre nei limiti della decenza?