0 note &
(segue) THE GREAT ESCAPE PART II: HAIL HOLY QUEEN (EVENTUALLY)
Domenica, 10 Ottobre 2010, 22:18
Sottotitolo: credo che ucciderò qualcuno

- In principio fu il coccodrillo
In America lo sai che i coccodrilli
vengon fuori dalla doccia?
Coccodrilli, Samuele Bersani
La prima parte di questo post è stata concepita in tempi non sospetti, ossia la mattina del fatidico 5 ottobre, quando il prof. stava blaterando qualcosa sul lavoro subordinato, e io riponevo ancora inusitata fiducia nel genere umano. Ecco dunque perché il titoletto qui sopra citi biblicamente il simpatico rettile: in gergo giornalistico suole chiamarsi “coccodrillo” il necrologio scritto per le persone illustri prima che queste tirino le cuoia, stirino le gambe o qualunque altra espressione idiomatica vogliate utilizzare. E’ buffo ch’io menzioni, hic et nunc, i necrologi: fanno abbastanza pendant con il sottotitolo del post. E infatti la seconda parte del suddetto, a fronte di una prima abbastanza placida (abbastanza, eh!), concepita appunto in tempi non sospetti, è un’escalation di violenti propositi, camionistiche considerazioni e un po’ di sano turpiloquio.
Ordunque.
- Parte I - Flames of revenge
Fire and steel
follow me through my lands
you will burn hordes of hell
in the deadly raging flames of revenge
Flames Of Revenge, Rhapsody
E fu sera e fu mattina. Settimo giorno (5 ottobre). La settimana prima avrei strappato l’anima a morsi a tutti quei bifolchi che hanno a che fare con X-Factor, a partire dai capoccia (meglio: capoccioni) cui è imputabile la direzione della macchina di questo tragicomico esempio di intrattenimento televisivo che è appunto X-Factor, fino allo stagista galoppino schiavizzato che porta i caffè. Passata poi una settimana, l’orrore e il raccapriccio derivanti dal fatto di aver dovuto assistere alla performance di Anna “non me ne frega una cippa qua comando io” Oxa (peraltro scandalosamente in playback: il tanto pubblicizzato “live sul palco di X-Factor” doveva dunque essere inteso nel senso di “ancora viva” più che “dal vivo”) al posto di quella della mia pupilla Taylor Swift, erano sì ormai scemati, ma unicamente per lasciare spazio a propositi di vendetta, profilatisi nel mio mefistofelico cerebro quando, di ritorno il lunedì da una lezione di Diritto del lavoro, passo accanto ad un manifesto che annuncia la tappa marchigiana del tour dell’arpia usurpatrice (ho fatto una frase talmente lunga da far impallidire Cicerone e me ne scuso). Fu così che mi sono vista andare al concerto della tracotante gorgone con uno striscione di otto metri per quattro recante salaci parole e triviali epiteti. Tutto questo perché, vi ricordo, è colpa sua se mi hanno segato Taylor e se quel giorno mi sono dovuta sorbettare invano X-Factor. E poco ci mancava che avessi dovuto sorbettarmelo interamente anche il martedì dopo. Perché guardare X-Factor per due volte di fila è, come dice Francesca, “un trauma difficilmente reversibile”.
- In seguito fu la biscia (o qualsiasi altro animale incazzoso)
Fitti nel limo dicon: “Tristi fummo
ne l’aere dolce che dal sol s’allegra,
portando dentro accidïoso fummo:
or ci attristiam ne la belletta negra”.
Quest’inno si gorgoglian ne la strozza,
ché dir nol posson con parola integra”.
Inferno, vv. 121-126, Dante Alighieri
Con mestizia ben intellego lo fatto che, a prestare orecchio al poetico favellare de lo messer Durante, se putacaso dovessi lasciarmi sopraffare da lo furore, attenderei l’apocalittico squillare de li divini filicorni immersa nello guano de li piccioni. Che non è che sia una prospettiva molto allettante, ma ci sono cose che l’umane genti possono sopportare fino ad un certo punto. Insomma, quanno ce vò ce vò, con buona pace del sommo poeta e dei piccioni.
- Parte II - The bloody rage of the titans
Dragons and demons beware!
It’s the rage of the titans…
Is the titans’ bloody rage!
Warlords and steelgods beware!
It’s the rage of the titans…
Is the titans’ bloody rage!
The Bloody Rage Of The Titans, Rhapsody
Ma insomma! Ma dico io! Ma come si fa! Ma perdindirindina! Cioè, dai, veramente? Ma io boh! Ma io non lo so! Che vi venisse la cacarella, stupidi figuri!
Ora, andando con ordine.
Intanto il titolo del paragrafo, anche questo gentilmente offerto dai Rhapsody, potrebbe sembrare di grandi pretese: dubito fortemente che i Titani si interessino delle terrene tribolazioni di noi mortali, ed invero l’unico Titano che abbia mai visto è il monte su cui sorge San Marino; ma la parte della “rabbia sanguinaria”, quella ci azzecca. Altroché se ci azzecca.
La questione precipua è che i già citati bifolchi di RaiDue hanno finalmente trasmesso, con una differita di una settimana (‘sti stronzi: colpa di Anna Oxa, ‘sta stronza), l’esibizione di Taylor Swift a X-Factor. Ma almeno l’hanno infine trasmessa. Gaudio e giubilo! In effetti non stavo più nella pelle! Sennonché, essendo dal lunedì al giovedì nella città che si scrive “Macerata” ma che in realtà si legge “dimenticata da Dio”, intanto non ho potuto, con mio sommo rammarico, godermi la sollecita partecipazione dei miei compari facebookiani alle mie puerili fissazioni:
- 05/10/10, 20:52 - Lucas Jay Sullivan Comunque Tonight Taylor Swift @ X Factor
- 06/10/10, 17:20 - Giulia Covacci aleeeeeeeee!!!!! hai visto ieri x factor? c’era la “tua” taylor swift!!!!! non mi dire che l’altro martedì l’hai visto sperando di vederla e non è venuta e che ieri che non l’hai visto è venuta!!!!!! (frase un pò contorta :-) !!!!!!) perchè sennò è sfiga!!!!!!! ciaooooooo baci :-)
Detto questo, sono giunta alla conclusione che non era proprio destino che io vedessi Taylor a X-Factor o, quantomeno non come avessi voluto, e ciò per tre ordini di ragioni:
- perché Anna Oxa (‘sta stronza), stando alle voci di corridoio che ho riportato nel post sotto, ha fatto la bulla;
- perché chi ha ideato la scaletta della puntata del 5 ottobre è un caprone senza possibilità di recupero;
- perché la mia coinquilina guarda “Un posto al sole”. E “Beautiful”. E “Centovetrine”. Ad ogni modo qui ci interessa solo la questione “Un posto al sole”.
Del primo punto c’è poco da dire: se quella si diverte a fare la bulla, io non ci posso far niente. Ma dato che ha fatto la bulla con la progenie di Nosferatu (cioè Taylor: mio fratello insiste talmente tanto sul fatto che ha gli occhi diabolici che me ne sto convincendo anche io), non devo fare altro che attendere qualche karmico contrappasso. Muahahahahaha.
Parlando del secondo punto, mi infervoro. Screanzati caproni che non siete altro. In un’era in cui la prima serata comincia quando ai bei tempi cominciava la terza (questa cosa riecheggia un po’ la storia delle taglie de “Il diavolo veste Prada”), posso sapere, di grazia, come caspita vi è venuto in mente di cominciare, non puntuali, di più? Il risultato è stato che, gira che ti gira, ho visto solo la fine dell’esibizione. Insomma, alle 21:10, che stando agli standard della tv italiana è nient’altro l’ora in cui finisce la fascia pomeridiana, (altro che prima serata), Taylor era praticamente di nuovo in America. Vabbè, a onor del vero sarebbe ripartita il giorno dopo, ma confido che abbiate capito il concetto.
Insomma, ricapitolando, la settimana scorsa è successo che:
02/10/10 14:38 - Wow, hanno segato Tay per questa cagata di playback seguita da un sermone mezzo buddista. http://liten.be//1k25n Ma cos’è? Cosa sta facendo?
E quando era d’uopo che facessero ammenda, trasmettendo con i dovuti onori l’esibizione la settimana successiva, ti scopro che hanno piazzato l’ospitata di Taylor ancora prima della sigla del programma, della serie “prima ce la leviamo, meglio è”. Ochèi, è vero che come a tutti gli ospiti le hanno dedicato una presentazione che ha praticamente fatto sfigurare quella tristissima di Rania di Giordania (Rania di Giordania! Mica l’ultima dei pirla!) a Sanremo, che era una specie di filmino casereccio fatto con quella ciofeca di Movie Maker, ma c’è da dire anche che hanno fatto passare il tutto totalmente in sordina per liquidarlo in modo abbastanza indecente. Insomma, il programma non era nemmeno iniziato! Che storia è questa? Abbiamo così avuto la presentazione (“pretty epic”, a leggere i commenti sul tubo), lei che entra suonando la chitarra con aria molto figa (cosa che peraltro mi è piaciuta un casino), canta, la concessione della bellezza di un minuto e diciannove secondi per parlare di fan italiani, numero portafortuna, concorrenti, nuovo album; poimolla la chitarra al Facchinetti come a un fattorino qualsiasi e sgomma verso i camerini (cit.). E’ questo il modo di trattare l’ospite straniero? Quello stesso ospite straniero, è d’uopo precisare, che si esibisce per la primissima volta in Italia proprio nel vostro programma? Rispetto per i fan (e per lei) zero assoluto proprio. Hanno davvero dato l’idea di aver voluto liquidare in fretta e furia una spiacevole incombenza. E non lo dico perché io amo Taylor e nella fattispecie questa cosa riguarda lei, perché avrebbero potuto esserci i Muse: avrebbero fatto lo stesso pure con loro? Anche se l’avessero fatto a quell’idiota di Giustino Biberon mi avrebbe dato fastidio: non mi sembra il modo di comportarsi. Cosa gli costava, a programma iniziato, spendere due parole sul fatto che per problemi tecnici (tecnici ‘sta ceppa) l’esibizione della settimana scorsa doveva essere tagliata, e che l’avrebbero recuperata nel corso (nel corso di ‘sta ceppa) di quella puntata? Cosa gli costava dare il tempo alla gente di mettere il deretano davanti alla tv, considerando il fatto che l’ospite lo fanno arrivare sempre a programma abbondantemente iniziato? E invece no: piazziamola nell’Ante-Factor (il “prologo” al programma, sostanzialmente), che secondo me non guarda nessuno: chissenefrega e tanti saluti.
E mi viene in mente che non a caso uno dei nickname che uso più spesso su internet, oltre a Darthy, è Cassandra. E infatti io l’avevo detto, ai tempi, che Taylor a X-Factor non ci doveva proprio venire:
16/09/10, 18:49- Vi prego, Taylor a X-Factor no! Che idea si farà dell’Italia? Sicuramente rimarrà sconvolta e non ci verrà più per il resto della sua vita.
Appunto. Solo che, proprio come Cassandra, non mi ha dato retta nessuno: “e X-Factor non è poi così male, e dai che viene in Italia, e dovresti esserne contenta, e qua e là e su e giù”. Ma vaffanculo, va!
Per quanto riguarda invece il terzo punto, dovrò cercare di restare il più possibile politically correct, pena il rischio di inimicarmi la coinquilina-guarda-soap-opera.
Per prima cosa c’è da dire, a mo’ di premessa, che Francesca mi costringe a vedere tutti i santi giorni, mane e sera, le soap opera: prima “Beautiful”, poi “Centovetrine” ed infine “Un posto al sole”. Tre soap al giorno, che per quattro giorni a settimana, eccettuato Deo gratias il giovedì sera che sono di nuovo a Jesi, danno come risultato il mio cervello in pappa. Sostanzialmente perché non ci capisco un’emerita mazza: chi è parente di chi, chi trama alle spalle di chi, chi tradisce chi, chi rapisce chi, chi è figlio, zio, nonno, nipote, fratello, cugino, idraulico (probabilmente tutto contemporaneamente) di chi. Poi non c’è da stupirsi se, mentre mi fa guardare in modo coatto “Centovetrine”, mi confonda e mi aspetti che da un momento all’altro arrivino quegli sfaccendati di “Un posto al sole”. Ora, fatte queste dovute premesse, lo stesso 5 ottobre non è stato esente da questa malsana dose di saponificabili soap, nella fattispecie di “Un posto al sole”. E pensare che io, quel martedì, tanto per star sicura, avevo sintonizzato la tv su RaiDue già dalle 20:30. Poi però Francesca, che sennò a quanto pare va in astinenza, gira su RaiTre. Sicura che X-Factor non sarebbe cominciato prima delle 21:05, ritenni che un po’ di Un posto al sole (vi venisse un’insolazione, col senno di poi!) poteva pure guardarselo. Quando poi Fra, alle 21:07, minuto più minuto meno, rimette su RaiDue per controllare la situazione, orrore e raccapriccio! Taylor stava già a metà canzone, in prossimità del bridge. Mannaggia la miseria! Ma va là ‘sti stronzi! E vabbè. Guardo quel che resta della sua esibizione e mi preparo allo shock di quello che sarà quando la faranno parlare, dati i presupposti. E infatti. Io l’ho detto che doveva andare a TRL.
16/09/10, 18:43 - X-Factor is the typical example of the italian trash television. Taylor, wouldn’t you rather go to TRL Italy instead?
Se non altro perché, essendo i Vj tutti baldi e poliglotti ciofani, avrebbero fatto a meno della traduzione simultanea, retaggio dell’ignoranza cultural-televisiva italiana, che insieme alla telecronaca delle gare automobilistiche e motociclistiche e al fumo delle sigarette, è la cosa che mi irrita di più al mondo. Voglio dire, la traduzione simultanea potrà servire alla Clerici, che passa tutto il tempo utile ad ingozzarsi a “La prova del cuoco”, quando potrebbe studiare l’inglese, se deve chiedere alla Regina Rania di darle la ricetta dei biscotti (marò che imbarazzo quella volta) e invece no, tocca sorbirsela ovunque. Eppure confidavo che il Facchinetti un po’ di inglese lo sapesse. Pazienza. Che ce voi fà? Putroppo non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca: per cui mi beerò dei pochi aspetti positivi che ci sono stati, primo fra tutto il fatto che, bene o male, in tv l’hanno mandata (spero vivamente che ciò le ampli il mercato) e che comunque in Italia c’è stata (per tre giorni abbiamo avuto lo stesso fuso orario! Ok, chiedo venia per questa uscita bimbominkieska…).
In conclusione, riconosco di averne magari fatto un caso diplomatico internazionale. Da come ne parlo ci sarebbero i presupposti per il DEFCON 1: si pigia il tasto rosso e ka-boom, tanti saluti a X-Factor. Magari mi sono lasciata un tantino trasportare, ma che volete che vi dica: se non le faccio adesso, queste cose, adesso che sono ciofane, entusiasta ed ingenua, quando le faccio? Appunto.
E quindi lasciatemi dire che, ora come ora, vorrei sgranare con un cric i denti di chiunque mi si pari davanti e che mi poco poco cominci a dire “X-…”. Non mi importa se abbia intenzione di dire “X-Files” piuttosto che “X-Men”, o, che so, “X-Ray Dog”. Utenza avvisata… utenza avvisata.