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THE GREAT ESCAPE
Venerdì, 01 Ottobre 2010, 16:43
Romeo, save me
I’ve been feeling so alone
I keep waiting for you, but you never come
Si scrive “Taylor Swift” e si legge “ma ‘ndo cacchio s’è cacciata?”
Può darsi che la ruota nella mia testa su cui corre Hamtaro abbia smesso di girare, e quindi io non sia in grado di cogliere la portata metafisico-gnoseologica-idrorepellente della contingenza, ma quando l’intiero globo terraqueo annuncia in pompa magna che Taylor Swift sarà ospite a X-Factor Italia, uno si aspetta, butto lì un’idea balzana, che ci sia Taylor Swift a X-Factor Italia. Elementare Watson, no? O c’è forse qualcosa che mi sfugge?
“Tay sarà ospite d’onore nella puntata di X-Factor che andrà in onda in diretta su Rai Due Martedì 28 settembre!”
Appunto. E quindi una appiccia la tv fiduciosa, sia pure con le remore iniziali della coinquilina Francesca, per guardare un programma che non guarderebbe nemmeno se l’arcangelo Michele la stesse pungolando con la spada. E poi accade che ti sorbisci tristemente invano due ore e mezzo di un programma che essenzialmente ti irrita, pieno di gente che sostanzialmente non ti interessa, e di cantanti in fieri che fondamentalmente non ti piacciono e che praticamente ti storpiano tutte le canzoni che adori.
Ma andiamo con ordine.
Su Twitter, che è ormai diventato la principale fonte di informazione per i miei edonistici interessi, avevo letto che Taylor Swift, in Italia dal 27 al 29 settembre per la Fashion Week, sarebbe stata l’ospite d’onore a X-Factor martedì 28. E qui ci sta bene “il twin twin twin twin” di Psycho che mio fratello canticchia quando qualcuno si fa latore di sconcertanti novelle. Insomma, con tutti i programmi che mette a disposizione il triste etere italiano, proprio X-Factor? Perché, Taylor, eh? Perché? E che tutti i capitan ovvio che circolano in rete non mi rispondano perché lei è una cantante e X-Factor un programma musicale, che fin lì ci arrivo anche da sola, perché per quanto mi riguarda poteva anche andare ospite da Cucuzza presso il cucuzzaro di Unomattina.
16/09/10, 18:43 - X-Factor is the typical example of the italian trash television. Taylor, wouldn’t you rather go to TRL Italy instead?
16/09/10, 18:49 - Vi prego, Taylor a X-Factor no! Che idea si farà dell’Italia? Sicuramente rimarrà sconvolta e non ci verrà più per il resto della sua vita.
Sennonché il fatidico martedì, tutta gasata, mi appresto a vedere, forse non ben conscia della situazione, cose che voi umani non potreste immaginarvi. Ed è lecito dire che l’inquietudine aveva un tantino preso il posto dell’esaltazione: come mi hanno massacrato “You can’t hurry love” delle Supremes lo sanno solo loro; lo “Chardonnay” della canzone Ironic di Alanis Morrisette si è trasformato, per quanto fosse stata tutta sommato una bella performance, in un fantomatico e mutilo “ardonei”; c’erano tre individui che parevano essersi buttati addosso le prime tute da imbianchini che avevano trovato e che sembravano i Jonas Brothers de noantri (però sono stati bravi, glielo concedo); e poi la cosa più inquietante che abbia mai visto, ossia l’esibizione di una specie di Ozzy Osbourne dei poveri incrociato con il Joker della povera anima di Heat Ledger, che risponde al nome di Nevruz e che dava l’impressione, a mio modesto parere, di essere appena uscito da una riunione dei satanisti anonimi. Al che io e la mia coinquilina abbiamo pensato, data l’ora tarda e il fatto che Taylor ancora non si era palesata, che probabilmente non si sarebbe palesata più, verosimilmente per via del fatto che, dopo aver incrociato questo losco figuro dietro le quinte, se l’era giustamente data a gambe (donde il titolo, che è tra l’altro una canzone dei Boys Like Girls con la quale sono andata in fissa). Rachele, una nostra compagna di corso, ci ha telefonato a fine “esibizione” per sapere se eravamo sconvolte quanto lei. Dopo questa messa nera, cioè, dopo questa perfromance, a maggior ragione aspettavamo Taylor: ci serviva qualcuno di dolce e rassicurante (sebbene mio fratello dica sempre che, a giudicare dal taglio degli occhi, ella è la figlia del demonio! Vabbè…).
Così, dato che la speranza è l’ultima a morire, ancora credevo nella possibilità che di lì a poco le sorti del programma e della mia sanità mentale si sarebbero risollevate.
Quando poi cominciai ad essere molestata da atroci dubbi, ecco che viene in soccorso la tecnologia in teleconferenza: decisi quindi di telefonare al brother ben conscia che lo avrei trovato davanti al suo iMac pronto a dipanare dubbi di ogni tipo, anche perché sul palco avevano appena chiamato Anna Oxa come ospite. L’ultima volta che avevo controllato, altro è Anna e altro è Taylor. E il brother molto servizievolmente mi assicura che Taylor ci sarebbe stata. Yay!
Eppure, alla fine della fiera, sono rimasta con un pugno di mosche. Giorni carichi di febbricitante aspettativa, infine disattesa con mio sommo rammarico.
“I keep waiting for you, but you never come”: “nomen” omen, insomma.
Sennonché, il giorno dopo leggo sul suo Twitter che:
28/09/10, 21:04 - Oh, Italian fans.. I love you. Just played X-Factor Italy. Now I think I’ll go eat pizza.
Certa che Taylor non fosse il tipo da divulgare notizie sì false e tendenziose, fatte un po’ di ricerche (mi hanno chiamato Sherlock non a caso), sono infine riuscita a squarciare il velo di Maya e a svelare l’arcano arcano (aggettivo il primo e sostantivo il secondo, tanto per chiarire). Fu così che scoprii con fenomenico raccapriccio che, siccome la puntata per qualche oscura ragione doveva essere più corta, hanno pensato bene di fare l’unica cosa che non dovevano, ossia segarmi Taylor Swift. L’hashtag #nonc’èpiùreligione esprimeva bene il mio disappunto. A quanto pare, con una puntata accorciata di un’ora, non c’era più spazio per due ospiti. E “pare che Anna Oxa abbia puntato i piedi: di certo se qualcuno doveva saltare non poteva essere lei”. ‘Sta stronza!
Per mia fortuna, comunque, voci di corridoio dicono che la sua esibizione verrà trasmessa il 5 ottobre, mediante un tristissimo cmd-c + cmd-v (per voialtri bifolchi che non usate un Mac, sarebbe l’equivalente figo del ctrl-c + ctr-v, ossia il copia-incolla). E lo spero bene per loro, perché altrimenti credo che potrei non rispondere più delle mie azioni. Al grido di “sic semper tyrannis” potrei davvero saltare sulla prima Frecciabianca direzione Milano per andare a dar fuoco agli studi del programma.
Così, mentre attendo il live di Mine risuonare potente e melodioso nell’aere del quel di X-Factor, mi consolo con l’intervista fatta a Radio Deejay, visto che almeno loro non me l’hanno barbaramente segata! (Thank you so much, Linus!). Tra l’altro, tanto per farvelo sapere, mi sono innamorata dell’accento di Fabrizio Lavoro in arte Nikki, il traduttore.
Quindi, per concludere, appuntamento al 5 ottobre, nella speranza che anche questa volta non sia un’attesa di beckettiana memoria. Perché in caso contrario potrei picchiare qualcuno.