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YOU MADE A REBEL OF A CARELESS MAN’S CAREFUL DAUGHTER
Domenica, 29 Agosto 2010, 23:36
Do you remember we were sitting there about the water
You put your arm around me for the first time
You made a rebel of a careless man’s careful daughter
You are the best thing that’s ever been mine
Premetto di essere consapevole che l’entusiasmo, l’eccitazione, il delirio, la crogiolante attesa di cui parlerò a breve riguardano un video musicale, per cui prendete questo post per quello che è: le confessioni di una mente (un po’ puerile e) pericolosa.
C’è chi è stato in piedi per vedere lo sbarco sulla Luna, e io sto in piedi per la première del video di Taylor Swift. Differenti priorità.
Questo scrivevo su Twitter alle 2:06 del 28 agosto. Comunque, considerando che l’allunaggio è avvenuto ad un orario piuttosto ordinario (22:17 ora italiana), la mia veglia è senz’altro degna di maggiore considerazione. Tanto più che la première seguita da un mini concerto in diretta da Kennebunkport, Maine (ahahah, Mine in diretta dal Maine. Ok, la smetto), è senz’altro avvenuta e per quanto mi riguarda l’Apollo 11 è semplicemente allunato sul set di Star Trek. E nessuno potrà mai convincermi del contrario.
Adesso potrei stare ore a parlare del perché e del percome secondo me non ci sia stato, in the summer of ’69, alcun allunaggio ma poiché ciò mi porterebbe immancabilmente fuori tema, lascerò perdere le teorie complottiste à la Jack Hodgins di Bones.
Tornando a noi.
Innanzitutto, prima di poter parlare di Mine, debbo far presente che tutta la sera del 27 agosto gli zebedei mi sono girati come le pale di un Sikorsky CH-53 Sea Stallion, perché qualche perturbatore della quiete pubblica, che siede bel bello nella giunta comunale o in qualche altro loco similare, ha dato il permesso di mettere liscio, polke e mazurke a palla nel parco adiacente la mia quieta magione.
Purtroppo per me i Sonata Arctica non sono riusciti a sovrastare il rumore e le clip di Wolfman non mi hanno distratta ma hanno invero sortito l’effetto contrario: sulla scorta del film, avrei strappato l’anima e gli intestini a morsi a tutti i presenti.
Il fatto è che il liscio scatena il lato oscuro che è in me. E infatti, su Twitter e Facebook, è stata un’escalation di propositi omicidi;
- #ParcoDelVentaglio AVADA KEDAVRA @everybody
- Se quelli giù ‘l Parco del Ventaglio non se la smettono di sfracellarmi le palle seduta stante, scendo e faccio una strage.
- Già vedo i titoli di domani: “ragazza di 21 anni esasperata dal liscio a palla, dà fuoco al parco del ventaglio. Plauso dei cittadini”.
- Non posso studiare per via del casino, non posso guardare un film per via del casino, non posso far niente per via del casino. Posso ucciderli, per via del casino?
E alla luce di tutto ciò Silvia, la mia Facebook-sister, mi prega di non compiere gesti inconsulti. Ma mica perché è preoccupata delle ripercussioni sociali e morali sulla mia persona in seguito al compimento di un omicidio di massa, ma perché sennò poi, essendo io in galera, non potrei comprare una targa americana a tre euro o addirittura cinque a dieci euro, alle fiere di Senigallia.
Mio fratello fratello, invece, mi twitta che lo spavento e si offre di portarmi un té per farmi calmare. Sennonché la mia savia Fb-sister mi fa notare che il té contiene la teina, che più che far calmare, fa agitare. E infatti poi mio fratello mi porta un cornetto Algida per raffreddare i bollenti spiriti. Ma il fatto che “avevo letto “tenia” anziché “teina”. Già pensavo di andarli a strozzare con un verme di venti metri…”la dice lunga sulle mie condizioni psichiche di quella sera.
Ad ogni modo, mi sono trattenuta unicamente per una ragione. Sebbene, codice penale alla mano, non credo sia un reato maciullare, sventrare, squartare e sgozzare barbaramente suonatori di liscio e compagnia cantante, nel dubbio ho deciso di lasciar correre perché in prigione, oltre a non poter comprare le targhe americane, non avrei nemmeno potuto vedere il nuovo video di Taylor Swift, Mine, che in America avrebbero rilasciato nel corso di una diretta tv/streaming ad hoc alle otto di sera, le due di notte da noi.
Che poi, e mi ricollego a quanto detto sopra, ero consapevole che si trattasse semplicemente di un video musicale, ma siccome su Twitter la tanto agognata release era diventata un fenomeno mediatico, con fan impazziti e con tanto di countdown, ho pensato che, giacché sto su Twitter a godermi il fervore dell’attesa insieme ad altri millemila fan, tanto valeva restare in piedi come segno di dedizione per cotale artista.
L’unico problema era che se i miei genitori mi avessero sgamato a stare ancora in piedi a quell’ora, sicuramente mi avrebbero, nell’ordine, rimproverato, diseredato, colpita con un mattone, sciolta nell’acido e fatta sparire in una fossa comune, ma siccome mamma, che nei riguardi del ritmo sonno-veglia dei suoi due pischelli è più simile ad un controllore di Trenitalia che ad una genitrice, aveva il turno di notte in ospedale, ho pensato che la forza era con me. Perché voi non avete mai visto quello che è mamma quando ci pesca ancora alzati ad orari improponibili della notte: l’occhio iniettato di sangue, vene che pulsano, una voce che viene direttamente dall’oltretomba. E ciò non è bello. Certo, per Taylor avrei tentato la sorte anche se mamma non avesse fatto la notte, ma di sicuro poi non avrei potuto raccontarlo in giro.
Ad ogni modo, per essere sicuri sicuri di non farsi sgamare dall’unico genitore in circolazione per casa, ho pensato bene di andarmi a nascondere con il MacDreamy e le cuffione in bagno. Con la luce che filtra sotto la porta, il bagno è un ottimo nascondiglio perché sai che risulta occupato agli occhi degli ignari genitori. Infatti, se in bagno c’è la luce accesa, l’ignaro genitore-tipo pensa che uno stia seduto sulla tazza a fare le cose che si fanno sopra la tazza, non certo che stia seduto per terra ad attendere spasmodicamente l’inizio della diretta in streaming su CMT - Country Music Television.
Sennonché, sono rimasta chiusa in bagno in clandestinità per una lunga ora e mezza, e per quanto poteva saperne mio fratello, al corrente di tutto, potevo anche essere morta, e per quanto poteva saperne mio padre, se mai si fosse alzato, potevo anche essere preda di una colite spastica.
Ora, facendo un attimo mente locale, social network alla mano:
- Avevo psicologicamente cominciato la veglia alle 15:02, quando avevo scoperto che le otto loro erano le due nostre. E quindi inveivo su Twitter contro il fuso orario: stupid time zone…
- Alle 19:44 ero in piena fase abbiocco pre-cena e già tremavo al pensiero di non riuscire a star sveglia per la première: che abbiocco… se pure dopo cena studio, dubito di riuscire a stare sveglia per la première del nuovo video di Taylor Swift… alle 2:30 di notte! Che poi con quei casinari del parco ho studiato muntobè.
- Alle 23:03 ero gasatissima perché mancavano “solo” tre ore e mezzo: only three hours and a half until #Mine. I can do this! Even if in Italy it will be 2:30 in the morning!
- Alle 0:22, in un attimo di debolezza, valutai l’opzione di andare a dormire e guardare il video come prima cosa la mattina dopo, il che poteva essere un incentivo ad alzarsi finalmente presto (o più verosimilmente provarci): se adè vado a nanna, e #Mine lo guardo domattina come prima cosa, ciò potrebbe essere un incentivo ad alzarsi presto. O almeno provarci.
- Esattamente un minuto dopo, alle 0:23, ero in pieno dilemma amletico: cosa diavolo avrei fatto fino alle 2? E per fortuna che avevo provvidamente scoperto che su CMT avrebbero rilasciato il video alle 2 e non alle 2:30 come su MTV.
- Alle 0:40 una mia Twitter follower-followed, @Ilaria_26, mi chiede: come procede la “veglia” per il nuovo singolo di Taylor Swift? Fu allora che ho definitivamente scartato la balorda idea di andare a dormire: non potevo certo deludere i miei fan.
- Segue con lei un botta e risposta su cosa avrei dovuto fare durante quell’ora buca pregna di attesa e speranze: un film? Fumetti dei Peanuts? Gira che ti gira ho trascorso il tempo che rimaneva su Twitter, leggendo manifesti programmatici di qualche accanito Addek fan sulla sempre più fantomatica coppia Derek-Addison di Grey’s Anatomy.
- Alle 1:24 avevo cominciato un mio personale e cinico countdown, convinta del fatto che non avrebbero fatto lo streaming: 36 minuti! E scommetto che né CMT né MTV faranno la diretta online...
- Alle 1:32, a leggere il tweet, da me prontamente ritwittato, di CMT, ero sempre più convinta del fatto che non ci sarebbe stato alcuno streaming: e che palle! Eddaje! RT @FollowCMT *30 MINUTES* Until CMT Premieres: @TaylorSwift13, “Mine” (8/7c). Get to your TVs and get ready to watch!
- Sempre alle 1:32 le mie speranze erano sempre meno speranzose: what a rip-off!
- All’1:43 ero praticamente rassegnata all’idea di andare a dormire con le pive nel sacco: e vabbè, visto l’andazzo, toccherà alzarsi col canto del gallo… #Mine.
- Dopo aver letto su un sito di fan che la santissima CMT avrebbe fatto lo streaming, alle 1:53 le mie speranze erano tornate rigogliose, e proseguivo imperterrita il countdown, pur con qualche difficoltà: 7 minuti… comincio ad avere sonno… damose ‘na mossa, grazie. #Mine.
- Alle 2:04 si prendono addirittura il disturbo di cominciare la diretta: RT @TheSwiftAgency: It’s TAYLOR TIME!!!!
- Alle 2:06 sento di dover dire qualcosa di epico: c’è chi è stato in piedi per vedere lo sbarco sulla Luna, e io sto in piedi per la première del video di Taylor Swift. Differenti priorità.
- Alle 2:08 si prendono addirittura la briga di rilasciare ‘sto benedetto video. Tre minuti e quarantasette secondi di pura estasi.
- Alle 2:13 faccio presente al Twitter World che yep, #Mine DID worth the wait!
- Alle 2:15 la cosa più intelligente che mi viene da dire è: canzone stupenda, come sempre; video stupendo, come sempre; ragazzo meno carciofo del solito. #Mine
Il video, appunto. I suoi, di video, sono sempre stati bellissimi e quindi non era proprio del tutto campato per aria quell’immane delirio prima del rilascio di Mine. E infatti. Sennonché, dopo video con ambientazioni un po’ più “liceali”, tipo “You Belong With Me”, “Fifteen”, l’inizio e la fine di “Love Story”, fa strano (un sacco strano) vedere matrimonio, pargoli e quant’altro. A questo proposito c’è una constatazione d’insieme che mi urge dal di dentro: scommetto che, alla vista di Taylor impalmata, nella popolazione di tutti i cromosomi XY del globo terraqueo non vi sono stati attacchi troppo acuti di bimbaminkiaggine per cui si ritrovano ad odiare ipocritamente a morte una persona unicamente per il fatto di aver “accalappiato” il loro idolo (ancorché qui nella finzione) e così facendo “togliendolo dal mercato”. Ora, a tale riguardo, gradirei dire una cosa: care bimbeminkia, siete bimbeminkia di dodici anni di Forlimpopoli, Nocera Inferiore e Marina di Montemarciano. Non siete mai state né mai sarete disponibili su quel mercato. Datevi fuoco.
Ora, accantonando momentaneamente la sanguinaria crociata all’odore di benzopirene contro gli odierni adolescenti di ogni ordine e grado, torno in argomento.
Secondo me c’è una cosa un po’ inquietante nel video di Mine: la piccola colonia ariana che hanno creato: bionda lei, biondo lui, biondi i due marmocchi. Biondo a perdita d’occhio. Biondo fin dove l’occhio di un uomo può guardare (cit. Guccini!). Non ero psicologicamente preparata a tutta quella bionditudine.
Per quanto invece riguarda la canzone in sé, c’è una notevole maturità di fondo ed invero è, a dispetto del video, pure un po’ triste:
Wondering why we bother with love if it never lasts.
Cinica! Chi sei? Cosa ne hai fatto di Taylor? Anche se ti scaricano regolarmente, non è così che la pensi, lo sai…
You learn my secrets and you figure out why I’m guarded,
You say we’ll never make my parent’s mistakes.
But we got bills to pay, we got nothin’ figured out,
When it was hard to take, yes, yes, this is what I thought about.
Che cavolo di angoscia, ancorché leggermente stemperata dal pezzo “when it was hard to take, yes, yes, this is what I thought about”.
And I remember that fight 2:30 AM,
‘cause everything was slippin’ right out of our hands.
I ran out crying and you followed me out into the street.
Braced myself for the goodbye,
‘cause that’s all I’ve ever known
“Braced myself for the goodbye, ‘cause that’s all I’ve ever known” è l’apoteosi della tristezza. Che fine hanno fatto le fairytales? I principi e le principesse? Taylor, ripigliati! Ne va della mia filosofia di vita tutta arcobaleni, prati in fiore e puppy dog faces.
Poi c’è questo pezzo, “you made a rebel of a careless man’s careful daughter” che è, boh, tipo stupendo e di cui ho letto tre pagine fitte fitte sul suo forum ufficiale in cui ogni utente lo interpreta in modo diverso dagli altri. Io aspetto la definitiva epifania personale, anche se un’opinione me la sono fatta, ma certo è che è comunque una frase da collocare nell’ambito della tristezza barra angoscia che traspare dalla canzone di tanto in tanto.
Ora, senza che mi dilunghi altrimenti anche perché non so più di cosa parlare, dopo questo lungo blaterare devo dire che, come avevo giù twittato, valeva davvero la pena star su fino alle due e mezza passate. Tanto più che non mi ha sgamato nessuno.
P.S. #ParcoDelVentaglio Muahahahahahah! Ieri gli è piovuto! @PerturbatoriDellaQuietePubblica