Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

0 note &

DONE WITH BONAPARTE

Martedì, 03 Agosto 2010, 21:15




                             

 

 

 

 

Save my soul from evil, Lord

And heal this soldier’s heart

I’ll trust in thee to keep me, Lord

I’m done with Bonaparte

 

Mark Knopfler, Done With Bonaparte

 

 

Se Mark Knopfler può dire di aver chiuso con Bonaparte, io certo non sono così fortunata e il mio piccolo misunderstanding, chiamiamolo così, di napoleonica memoria è e rimarrà una macchia indelebile nella mia carriera di savia, assennata, sagace, raziocinante e acculturata sorella maggiore quale sono da ventun anni a questa parte (vabbè, most of the time, ve lo concedo).

Dunque.

Da anni ormai sono vittima degli sberleffi del mio caro fratello, il quale non perde occasione di farmi presente che la mia convinzione di aver visto, a Superquark, l’intervista ad un soldato napoleonico, è frutto solamente di un mio probabile abuso di psicofarmaci o dell’esaurimento della mia scorta di antipsicotici. O magari dell’azione congiunta di entrambe le cose (ha senso? Boh, vabbè…). 

 

Ora, qualche tempo fa, a cena, stavo informando i commensali, dall’alto della mia infinita saccenza, che in età vittoriana la parte prelibata del pollo era il petto e non il cosciotto, cosìcché le mamme vittoriane rifilavano il petto ai bambini e loro si tenevano la zampa. Il che ai giorni nostri può risultare una gran furbata, perché il petto del pollo arrosto non va giù manco con l’idraulico liquido, ma all’epoca era niente meno che una dimostrazione di affetto per il pargolame. 

 

Al che mio fratello, subdolo satanasso, mi chiede: “come sapevi questa cosa? Te l’ha forse detta una mamma vittoriana ospite a Superquark?”. 

 

Ebbene, per chiarire la cosa una volta per tutte (anche perché tanto mi annoio e scrivere è sempre un ottimo palliativo per il tedio esistenziale), voglio solo farvi sapere che in una puntata di Superquark di anni e anni e anni fa, è stata mostrata un’intervista realizzata negli anni ‘60 ad un uomo, all’epoca dell’intervista ormai anziano, che da bambino aveva incontrato un corazziere che aveva partecipato alla battaglia di Waterloo. Boo-ya!

 

Per cui, anche se non avevo proprio ragione, non avevo nemmeno così torto (e poi ero piccola, cosa ne potevo sapere io!). 

 

Certo è, comunque, che mentre aspetto di vedere ospite a Superquark una vera guardia pretoriana o un catafratto bizantino, troverò senz’altro il modo di rendermi ridicola davanti agli occhi di mio fratello in altre centinaia di situazioni. E a questa regola, intercessione dei corazzieri o no, ahimé non si sfugge.

 

In effetti, mi sembra già di sentire le sue dolci, amorevoli, confortanti parole: “che stupida farlocca che sei! L’ho sempre detto!”…


P.S. il commento di mio fratello è stato “però potevi insistere di più sul fatto che eri convinta che quel tizio poteva avere 200 anni!”. E’ che cercavo di preservare la mia dignità, sapete com’è…