Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

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EDWARD E BELLA: TENERE FUORI DALLA PORTATA DEI BAMBINI

Giovedì, 22 Luglio 2010, 00:38

 

Introduzione


Prima che, leggendo cotale disquisizione, vi produciate in perplesse espressioni facciali mentre febbrilmente scorrete la pagina su e giù chiedendovi se per caso non abbiate sbagliato blog, data l’inusitata serietà che pervade questo post, assai distante dai consueti standard, è mia premura avvertirvi che non per questo dovete farvi prendere dal panico. Si dà infatti il caso che una volta esaurita, in questa saggia dissertazione, la mia vena di serietà, tornerò immantinente a fare l’idiota per un lungo periodo scrivendo post altrettanto idioti, mentre il mio estro serioso ricarica le pile alcaline. Il che, mi sovviene ora alla memoria, è lo stesso identico principio da me sperimentato, questa volta riguardo alla fortuna sfacciata, durante l’esame di maturità per cui gli dei vollero farmi dono di una versione di greco fatta come compito in classe soli due mesi prima, cosa che, per quanto fossi stata grata della situazione e lo sono tuttora, ha fatto sì che io esaurissi la mia fortuna tutta insieme, cosa che mi precluderà (e di fatto già mi preclude) qualsiasi botta di culo da quel giorno fin che campo.

La presente trattazione prende le mosse dai temi proposti nel precedente post; temi che ho solo molto vagamente accennato e che gradirei presentare in un discorso più articolato, incentrato nello specifico sui motivi per cui le ragazzine in preda agli ormoni impazziti, piaga del corrente secolo, non debbano assolutamente guardare alla relazione tra Edward e Bella (The Twilight Saga) come ad un ideale o modello da seguire.

Il tutto parlando ovviamente da fan: e quindi con cognizione di causa, ma senza pregiudizi rasentanti la smaccata apologia e, quel che più conta, senza fette di salame sugli occhi o con la testa omertosamente nascosta sotto la sabbia. Nossignore: la verità nuda e cruda come la vede una fan con un po’ di cervello (è inutile che vi guardiate intorno attendendo la venuta della fan di cui crediate stia parlando perché è proprio a me che mi riferisco: la fan con un po’ di cervello, per quanto strano possa sembrare, è la sottoscritta).

E’ chiaro che non è nei miei propositi essere il Grinch della situazione, che rovina il Natale  alla gente rubandogli i regali, o meglio, in questo caso, distruggendogli i miti. Per questo motivo, qualora riteniate che lo stia facendo, che vi stia cioè distruggendo un mito, l’unico consiglio che posso darvi è quello di fingervi Nonsochi di Chinonso e cantare. Cantate, Cindy Chi Lou/Twihards, cantate. Solo, abbiate l’accortezza di non venire a cantare le vostre lamentele sotto la mia finestra, che poi alle riunioni di condominio passerei un brutto quarto d’ora.

Detto ciò, non mi resta che augurarvi buona lettura.

 

- Edward, Bella e il McChicken: quando le apparenze ingannano


I want your love and

I want your revenge

You and me could write a bad romance

(Oh-oh-oh-oh-oh!)

I want your love and

All your lovers’ revenge

You and me could write a bad romance

 
Lady Gaga, Bad Romance

 

Come prima cosa, c’è da dire che la relazione intercorrente tra Edward e Bella agli occhi delle ragazzine può sembrare la più romantica del mondo e di conseguenza viene da queste idolatrata fino ai limiti dell’assurdo, dato che si sono costrette a vedere quello che vogliono vedere (che ovviamente non rispecchia la realtà dei fatti). A dirla tutta anche la mia relazione con il McChicken (gnam!) può sembrare romantica ma, a guardare con un occhio un po’ più critico, appare per quello che è in realtà: tutt’altro che salutare. Insomma, una bad romance, per dirla con Lady Gaga. Proprio come la relazione tra lo stalker e Miss 1200 (leggendo avrete più chiaro il perché di questi soprannomi, per ora vi basti sapere che “stalker” si riferisce al comportamento da maniaco di Edward e “Miss 1200” sta ad indicare l’innata modernità del pensiero di Bella).

 

Confutando sia Aristarco di Samo sia Keplero: né Terra né Sole sono al centro dell’universo


La relazione tra i due protagonisti della saga di Twilight è una relazione che tende ad focalizzarsi solo su sé stessa: basta a sé stessa ed esclude tutti gli altri. Il tipo di relazione di cui sono trappola molti adolescenti del mondo reale. Il tuo ragazzo monopolizza il tuo tempo e le tue attenzioni e la cerchia di amici precedente praticamente scompare. Lo stesso accade a Bella, nuova arrivata in un’altra città che, se prima di conoscere Edward non aveva poi creato legami così profondi (anche per il poco tempo avuto a disposizione e per il suo carattere introverso), quando entra in scena Edward non si preoccupa di crearli (o quantomeno di coltivarli) affatto. Edward è diventato il suo mondo e il resto passa in secondo piano. Ed ecco il primo elemento malato della relazione, che la gente invece scambia per eccesso di romanticismo da coma diabetico. Bella non ha una vita al di fuori di Edward e lo stesso Edward incoraggia la cosa, soprattutto mostrando una saccente indifferenza nei confronti degli amici (i compagni di scuola di Bella) che taccia di superficialità. Bella non pensa che ad Edward, tutto ad un tratto smette di frequentare altre persone. Lo stesso Robert Pattinson (l’Edward cinematografico) ha affermato di non gradire questo aspetto (peraltro basilare) della relazione tra i due personaggi.

Quando, in New Moon, Edward molla Bella brutalmente, adducendo il fatto che frequentarlo costituirebbe per lei un grave pericolo per la sua incolumità, Bella com’è ovvio cade in un fosco periodo di depressione, quattro mesi in cui non reagisce affatto, non parla con nessuno, si e no mangia. 

«Non sapevo che fare. La prima settimana ho temuto di doverla ricoverare. Non mangiava, non beveva, non si muoveva. Il dottor Gerandy parlava di “catatonia”, ma ho sempre impedito che la visitasse. Temevo di spaventarla». (New Moon)

«era… vuota. Nei suoi occhi non c’era niente. Lo si capiva dai dettagli: non ascoltava più musica…» (New Moon)

«Passava il tempo da sola, sempre. Dimenticava di richiamare le amiche e a un certo punto anche quelle hanno smesso di farsi vive.»  (New Moon)

«[…] di tanto in tanto le vedo una luce strana negli occhi e temo di non avere mai capito davvero la sua sofferenza. Non è normale, Alice, e… mi fa paura. Non è affatto normale. Non è come quando… ci si lascia, ma come quando muore qualcuno». (New Moon)


Bella senza Edward non ha più ragione di esistere: era invischiata in una relazione che l’aveva assorbita e azzerata completamente e ora che questa relazione se n’è andata a ramengo, Bella è morta dentro. 

Inoltre quando Edward lascia Bella, traccia una separazione netta: nemmeno la sua famiglia la potrà più frequentare: il che è assolutamente egoista da parte sua in quanto Alice, sorella di Edward, è anche la migliore amica di Bella.


«Non riguarda lui. Resterà tra me e te. Alice, te lo chiedo da amica». E in qualche modo, ormai eravamo davvero amiche. Probabilmente lei lo sapeva da sempre.»
(Twilight)

«Non puoi rimanere?», la implorai. «Per favore… Soltanto per un po’. Mi sei mancata tanto». (New Moon)

“Io già ti considero mia sorella” (New Moon, film)

 

Quando poi Edward ritorna, dopo le varie peripezie di New Moon, le cose ovviamente non sono cambiate, anzi, se possibile sono peggiorate. Edward è il centro della vita di Bella: lei, a parte Jacob e Alice, non ha nient’altro. Bella considera Edward un salvagente a cui aggrapparsi spasmodicamente. Peccato che il salvagente le servirebbe invece per uscire da questa relazione auto-distruttiva, tossica e francamente mortificante.

 

Like a stalker, uh!

 

La parte più inquietante del rapporto tra Bella ed Edward sono gli atteggiamenti da maniaco di quest’ultimo, che ovviamente Bella e le bimbeminkia scambiano per un comportamento dolce e romantico. Edward si intrufola tutte le notti nella camera di Bella per guardarla dormire, senza che lei ne sia minimamente a conoscenza. Ora, non so come si chiami questo nella mente della Meyer ma da noi si chiama stalking e ci sono delle leggi contro persone così.

«Così ho iniziato a venire qui, proprio quella sera. Ho passato tutta la notte combattuto, mentre ti guardavo dormire, diviso tra ciò che ritenevo giusto, morale, etico, e ciò che desideravo». (Twilight)

A rileggere questa frase, se c’è una cosa che mi fa proprio ridere è Edward che riflette su cioè che sia giusto, morale, ed etico proprio mentre si comporta in un modo che non è, in tutte le galassie conosciute, né giusto, né morale né etico. Il ragazzo ha le idee un po’ confuse, a quanto pare.

Rebecca Housel, co-autrice del saggio “La filosofia di Twilight. I vampiri e la ricerca dell’immortalità”, la pensa esattamente come me quando afferma, in un’intervista, che Edward, più che un eroe romantico, è uno stalker, e non esita, anzi, a definirlo un maniaco. Alla domanda “secondo Lei Edward è uno stalker, più che un eroe romantico. Perché?”, la scrittrice risponde infatti:Basta pensare alle sue azioni più impetuose, come spiare Bella mentre dorme dopo essere entrato da una finestra aperta nel cuore della notte. Una cosa che può funzionare nella finzione, non nella realtà: un uomo di cento anni che entra nella stanza di una diciassettenne per guadarla dormire verrebbe considerato un maniaco, come minimo.”

 

La nuova frontiera del romanticismo, il suicidio: come provare a rendere glamour Shakespeare, abolendo al contempo quella stupida convenzione sociale altresì nota come “libero arbitrio”


La loro è una relazione assoluta, assoluta nel senso che va da un estremo all’altro: lei è disposta a “morire” diventando un vampiro pur di stare con lui e lui d’altro canto, quando crede erroneamente che Bella sia morta, pensa che non possa fare altro che suicidarsi. Non c’è una via di mezzo, un compromesso, un incontrarsi a metà strada: “sono disposta a rinunciare a tutto pur di stare con te”; “se tu muori, io mi uccido”.

«Una volta ci ho dovuto pensare, e grazie all’esperienza di Carlisle sapevo che non sarebbe stato semplice. Non so neanche a quanti tentativi di suicidio sia sopravvissuto lui, all’inizio… dopo essersi reso conto di ciò che era diventato…». Da serio, il suo tono si rifece ironico. «Oltretutto, è ancora in forma smagliante». 

Mi voltai per guardarlo in faccia. «Cosa stai dicendo? Cosa vuol dire che una volta ci hai dovuto pensare?». 

«La primavera scorsa, quando hai rischiato di… morire…». Fece una pausa per respirare, sforzandosi di apparire ancora rilassato e ironico. 

«Ovviamente cercavo di concentrarmi per ritrovarti ancora viva, ma una parte di me valutava tutte le alternative. Come ho detto, per me non è facile come per gli esseri umani». 

[…]

«Di quali alternative parli?», domandai. 

«Be’, non sarei mai riuscito a vivere senza di te». Alzò gli occhi al cielo, come se fosse una considerazione ovvia e infantile. «Ma non sapevo come avrei fatto… sapevo di non poter contare su Emmett e Jasper… perciò pensai di andare in Italia, a scatenare l’ira dei Volturi». (Twilight)


Le manie suicide di Edward non fanno altro che porre sulle spalle di Bella un fardello pesantissimo: la vita di Edward dipende da Bella e lei di conseguenza si trova schiacciata dal peso della responsabilità per l’incolumità della vita di lui. Così lei accetta i compromessi (che in sostanza consistono nel fare pedissequamente quello che lui vuole che faccia dicendo di conseguenza addio ad ogni volontà propria) perché altrimenti le conseguenze sarebbero catastrofiche: come abbiamo visto in New Moon, Edward non ci pensa due volte a farsi fuori. E tutto ciò grava sulle spalle di Bella. Nessuno, in effetti, dovrebbe essere costretto a farsi carico di una tale responsabilità ma a questo Edward non pensa, e forse nemmeno gli interessa: Edward è straordinariamente concentrato su sé stesso (diremo più avanti del fatto che unico suo scopo è cercare qualcosa che lo faccia star bene) che dubito si sia accorto della situazione in cui, anche se inconsapevolmente, ha cacciato Bella.

Nella saga di Twilight più di una volta si fa riferimento alla tragedia di Romeo e Giulietta e più di una volta, da parte di media e fan, i protagonisti di Twilight sono stati paragonati ai due noti personaggi shakespeariani, per questo loro incarnare il simbolo dell’amore eterno. L’elemento preponderante che accomuna maggiormente i personaggi della Meyer con quelli del Bardo è ovviamente il suicidio. Romeo e Giulietta, i due che nell’immaginario collettivo incarnano l’amore eterno e romantico per eccellenza, si suicidano: ma ciò non vuol dire che sia un’opzione contemplabile, lecita, giustificabile e, soprattutto, romantica. Della serie “se lo fanno pure Romeo e Giulietta, allora…”. No, niente allora. Stiamo scherzando?

Meredith, il personaggio di Grey’s Anatomy che dà il nome al telefilm, in uno dei suoi famosi voiceover afferma senza mezzi termini che Giulietta è un’idiota: accetta passivamente che il destino le guidi la vita, senza ritenere di poter cambiare le cose. 

“Dissi alla Snyder che Giulietta era un’idiota. Innanzitutto si era innamorata dell’unico uomo che non poteva avere, dopodiché diede la colpa al destino per una decisione che era soltanto sua.” (Grey’s Anatomy 2x08)

Nel caso di Bella, in effetti, più che il destino, è lo stesso Edward che le guida la vita, annullandole completamente il libero arbitrio.

Continua Meredith: 

“La professoressa Snyder mi spiegò che quando entra in gioco il destino spesso non siamo più noi a scegliere. Alla veneranda età di tredici anni mi era già estremamente chiaro che in amore, come nella vita, tutto è frutto delle nostre decisioni… e il destino non centra assolutamente nulla! Tutti trovano Giulietta e Romeo estremamente romantico. Il vero amore. Che tristezza. Se Giulietta è stata così stupida da innamorarsi del nemico, bersi una bottiglia di veleno e adagiarsi in un sepolcro… beh ha avuto ciò che si meritava.” (Grey’s Anatomy 2x08)

Nel caso di Twilight però le affermazioni di Meredith non trovano riscontri di alcun tipo: Bella non prende decisioni, è Edward che le prende per lei. Invero, l’unica decisione che Bella prende effettivamente è quella di voler diventare un vampiro, ma questo è nient’altro che la fine di un percorso che il comportamento di Edward ha tracciato: l’ha resa dipendente da lui, Bella non ha praticamente una volontà sua, nemmeno una vita sua e la conseguenza logica è per forza quella di voler passare l’eternità con lui: Bella non conosce la vita al di fuori di Edward, non conosce delle alternative valide. Non può fare a meno di desiderare di diventare un vampiro.

Meredith dice che l’amore è fatto di scelte. 

Anche adesso credo che per la maggior parte l’amore sia fatto di scelte. Bisogna posare veleno e pugnale e crearsi il proprio lieto fine, la maggior parte delle volte.”  (Grey’s Anatomy 2x08)

Invece, nella relazione tra Edward e Bella, il libero arbitrio è messo da parte, per lo meno da parte di lei. E’ Edward che conduce il gioco, che pensa per Bella, decide per Bella, fa fare a Bella quello che lui ritiene sia giusto. Bella non ha più alcuna voce in capitolo su come vivere la sua vita. Edward è egoista, pensa unicamente a sé stesso, quand’anche si sia convinto che quello che fa lo fa per il bene di lei. Qualche esempio:

Bella ha detto e ripetuto di non voler andare al ballo di fine anno: Edward ce la porta ugualmente. Si giustifica dicendo che è importante che lei sperimenti tutte le esperienze umane più importanti (in vista di una sua futura trasformazione, cosicché non abbia rimpianti al riguardo), ma è ancora assolutamente contrario al fatto che lei diventi una vampira. A che pro, allora, tutto ciò? Sarebbe come dire: “ti faccio prendere la patente ma tanto la moto non te la compro”. Che senso ha prepararle la strada se poi è intenzionato a dirle di no comunque? La illude e basta. Ignora la volontà di lei per un suo capriccio: Edward fa e fa fare solo quello che vuole lui, quello che lui ritiene debba essere fatto.

Bella ha detto di non volere una festa di compleanno: Edward le organizza una festa di compleanno (in cui tra l’altro lei rischia di essere la portata principale del buffet…). Anche in questo caso, quello che prova o vuole Bella non conta. Se Edward vuole che venga fatta una festa, allora che si faccia la festa. Let’s get the party started. Bella avrà pure il diritto di dissentire, e lo fa (voglio dire, è il suo compleanno, perdincibacco, è la sua vita!) ma la sua opinione non verrà ovviamente presa in considerazione.

Bella, a cui il vampiro James sta dando la caccia con l’intenzione di mangiarsela per merenda, deve essere allontanata da Forks perché resti al sicuro: Bella vuole invece tornare a casa, immaginando come suo padre possa reagire quando scoprirà che la figlia è scomparsa ed essendo consapevole anche delle conseguenze che ciò comporterebbe, anche per la famiglia di Edward. Edward ovviamente non la ascolta nemmeno, anzi: quando lei comincia a ribellarsi, chiede ad Emmett, che viaggiava in macchina con loro, di tenerla ferma sul sedile. 

«Accidenti, Edward! Dove diavolo mi stai portando?». 

«Dobbiamo portarti lontano da qui - molto lontano - e subito!». Non si voltò, fissava la strada. Il tachimetro segnava i centosettanta. 

«Torna indietro! Devi riportarmi a casa!», urlai. Me la presi con quella stupida imbracatura, cercando di strapparla. 

«Emmett», ordinò Edward torvo. 

Ed Emmett bloccò le mie mani nella sua presa d’acciaio. 

«No! Edward! No, non puoi farlo». 

«Sono costretto, Bella. E adesso, per favore, stai calma». 

«No! Devi riportarmi a casa. Charlie chiamerà l’FBI! Scoveranno la tua famiglia. Carlisle ed Esme dovranno fuggire, nascondersi per sempre!». 



La priorità di Edward è, a ragione, di portare in salvo Bella, ma è risoluto ad agire, come sempre, di testa sua. Non è intenzionato a ragionare, non vuole prendere in considerazione altre opzioni che non sia stato lui a proporre, non vuole consultarsi sul da farsi né con Bella né con Alice, che in fondo ha a cuore il benessere di Bella almeno quanto lui.

Alice parlò, per la prima volta: «Edward, accosta». 

Lui la incenerì con uno sguardo e accelerò. 

«Edward, ti prego, parliamone». 

«Tu non capisci», ruggì, per la frustrazione. Non avevo mai sentito la sua voce a quel volume: era assordante nell’abitacolo della jeep. Il tachimetro aveva superato i centottanta. «È un segugio, Alice, non te ne sei accorta? È un segugio!».

 

[…]


«Accosta, Edward». Alice sembrava voler ragionare, ma nella sua voce c’era una sfumatura autoritaria che non avevo mai sentito.
   Il tachimetro superò i centonovanta. 

«Avanti, accosta».

 

Infine Bella realizza che con James in giro anche Charlie, suo padre, è in pericolo. Per questo motivo è intenzionata a proporre un piano alternativo a quello di Edward, ma ovviamente lui non è disposto ad ascoltarla. Edward sta agendo (seppure per il bene di Bella) a discapito della volontà e dei sentimenti della ragazza che solo grazie all’intercessione di Alice ed Emmett, più ragionevoli di Edward, Bella riuscirà a farsi ascoltare e ad imporre il suo piano a cui poi Edward si atterrà, seppure a malincuore.

 
«Oh, no! Charlie! Non puoi lasciarlo solo! Non puoi!». Mi dimenavo nell’imbracatura. 

«Ha ragione», disse Alice. 

L’auto rallentò impercettibilmente. 

«Consideriamo le alternative per un attimo», sintetizzò lei. 

La macchina rallentò ancora, in maniera più brusca, fino a fermarsi, sgommando sulla banchina dell’autostrada. Quasi mi strangolai con le cinture, prima di rimbalzare sullo schienale. 

«Non ci sono alternative», sibilò Edward. 

«Non lascerò Charlie da solo!», strillai. 

Mi ignorò. 

«Dobbiamo riportarla a casa», disse Emmett, infine. 

«No». Edward non tollerava obiezioni. 

«Tra noi e lui non c’è confronto, Edward. Non riuscirà a torcerle un capello». 

«Aspetterà». 

Emmett sorrise. «Anch’io so aspettare». 

«Non ti rendi conto… non capisci. Se uno come lui decide di impegnarsi in una caccia, niente può fargli cambiare idea. Saremo costretti a ucciderlo». 

L’idea non sembrò sconvolgere granché Emmett: «È una possibilità». 

«La femmina sta con lui. E se scoppia una guerra, anche il capo sarà dalla loro parte». 

«Siamo comunque in vantaggio». 

«C’è un’alternativa», disse piano Alice. 

Edward si voltò verso di lei, furioso, con un ringhio violento: «Non-Ci-Sono-Alternative!». 

Io ed Emmett lo fissammo scioccati, ma Alice non batté ciglio. Per un minuto interminabile fissò Edward negli occhi, muta. 

Fui io a spezzare il silenzio: «A nessuno interessa il mio piano?». 

«No», ruggì Edward, sotto lo sguardo fermo di Alice. Alla fine qualcuno l’aveva punto nel vivo. 

«Ascolta», lo implorai. «Tu mi riporti a casa». 

«No». 

Lo guardai torva e proseguii: «Tu mi riporti a casa. Io dico a papà che 

voglio tornare a Phoenix. Faccio le valigie. Aspettiamo che questo segugio 

si sia appostato in ascolto, poi scappiamo. Così seguirà noi e lascerà stare 

Charlie, che non chiamerà l’FBI né i tuoi genitori. E poi potrete portarmi dove diavolo vi pare». 

Mi guardarono, sbalorditi. 

«In effetti non è una cattiva idea». La sorpresa di Emmett era un insulto bello e buono. 

«Potrebbe funzionare… Non possiamo lasciare suo padre senza protezione, lo sapete», disse Alice. 

Tutti guardammo Edward. 

«È troppo pericoloso: non lo voglio nemmeno a cento chilometri da lei». 

Emmett era sicurissimo di sé. «Edward, con noi non ha scampo». 

Alice ci pensò su. «Non lo vedo attaccare. Aspetterà che la lasciamo sola». 

«Capirà al volo che non lo faremo». 

«Pretendo che tu mi porti a casa». Cercai di rendere il mio tono irremovibile. 

Edward chiuse gli occhi, si premeva le tempie con le dita. 

«Per favore», chiesi, a voce più bassa. 

Non alzò lo sguardo. Quando rispose, sembrava esausto. 

 

Infine:


Bella ha detto di non voler andare al college, sperando di essere trasformata prima: Edward la costringe a prendere in considerazione tutti i college del globo terraqueo e in più minaccia addirittura di falsificarle la firma, quando vede che Bella non è più tanto d’accordo a fare come vuole lui. 

 «Ti dispiacerebbe finire di riempire il modulo, per favore, Bella? Per una domanda di ammissione non muore nessuno». 

La mia mascella si contrasse. «Sai una cosa? Penso che non lo farò». 

Cercai i moduli, decisa ad accartocciarli in una forma che potessi scagliare nella spazzatura, ma non c’erano già più. Per un istante fissai il tavolo vuoto e poi Edward. Sembrava che non si fosse mosso, ma probabilmente la domanda di iscrizione era già al sicuro nella tasca del suo giubbotto. 

«Cosa credi di fare?», chiesi. 

«Sono capace di fare la tua firma persino meglio di te. E il resto l’hai già scritto di tuo pugno». 

«Stai tirando un po’ troppo la corda, e lo sai bene».  (Eclipse)

 

Edward cerca di ritardare il più possibile il momento in cui si vedrà costretto a trasformarla, convinto di agire per il suo bene. Ma, anche in questo caso, calpesta completamente la volontà della ragazza. Bella ha ormai fatto chiaramente capire qual è il suo desiderio e che non è assolutamente disposta a soprassedere. Ora, quand’anche Edward, come la sorella Rosalie, pensi che Bella stia prendendo la decisione sbagliata, non è tuttavia compito suo sindacare questa scelta, né tanto meno ha il diritto di manipolare Bella affinché lei cambi idea.

Inoltre, Edward utilizza espedienti meschini per controllarla, come quando le manomette il motore del pick-up affinché lei non possa andare a trovare Jacob, che per quanto  sia pure un pulcioso e puzzolente licantropo, e quindi mortale nemico dei vampiri o giù di lì, dato che i vampiri sono già morti, è ancora il suo migliore amico.

 

- Taylor Swift canta “Fearless”. E Bella rosica

 
And I don’t know how it gets better than this
You take my hand and drag me headfirst, fearlessAnd I don’t know why but with you I dance
In a storm in my best dress, fearless

Taylor Swift, Fearless

 

Edward abusa della posizione dominante e di controllo che ha assunto nel suo rapporto con Bella e utilizza la paura per costringerla a stare lontana da lui quando in effetti lui, egoista com’è, non fa il minimo sforzo per stare lontano da lei. E allora, se proprio non riesce a starle lontano, che abbia almeno il buon senso di smetterla di terrorizzarla, dicendole ad ogni occasione che volendo potrebbe ucciderla. Potrebbe spiegarle bene una volta per tutte i rischi che correrebbe nel frequentare un vampiro, in modo anche da lasciarla decidere con tranquillità. Cosa che ovviamente non può succedere perché, come abbiamo visto, Edward non mette Bella in condizione di ragionare con la sua testa e di fare le sue scelte. Bella non ha la possibilità di scegliere per proprio conto se frequentare Edward perché è lo stesso Edward che la segue ovunque, spia i pensieri degli altri per tenerla d’occhio, entra nella sua camera per guardarla dormire. Edward si è intrufolato a viva forza nella vita di Bella e pur sapendo che non doveva, che era sbagliato, l’ha fatto comunque, salvo poi far ricadere tutto su Bella. In questo senso non è Bella ad essere dipendente da Edward ma il contrario. Il problema è che Edward sapeva quanto tutto ciò fosse sbagliato e pericoloso ma, sebbene nel libro possa apparire diversamente, cioè che Edward cerca in tutti i modi di starle lontano, ad un occhio più attento ci accorgiamo che non è assolutamente così. Allora perché non saltare le lezioni di biologia (quelle che frequenta insieme a Bella) oppure perché non restare in Alaska, dove era andato proprio per stare lontano da Bella? Perché non chiedere a Carlisle (il padre di Edward), di fare da chaperon? Perché, come abbiamo detto, Edward è egoista e come tale si comporta. Allora, se proprio non riesce a starle lontano, tanto meno dovrebbe arrogarsi il diritto di spaventarla. E che cavolo, aggiungerei.

 

 

- A life so changed

 
Come si cambia per non morire 

come si cambia per amore

come si cambia per non soffrire 

come si cambia per ricominciare

 

Fiorella Mannoia,  Come si cambia

 

 

Un altra questione molto importante della relazione tra Edward e Bella è che Bella, per stare con lui, è costretta ad operare cambianti drastici, per non dire estremi: deve rinunciare alla sua natura umana, abbandonare amici e familiari e diventare una vampira barra palla da discoteca.

In questo discorso entra in scena il già citato Jacob, che tra l’altro, giusto per non farsi mancare niente (mamma mia, sembra una puntata di Grey’s Anatomy), è a sua volta innamorato di Bella. 

La differenza che corre tra la relazione di Edward e Bella e quella del tutto ipotetica tra Jacob e Bella è che con Jacob Bella non è costretta a sacrificare la sua umanità, non deve tagliare i ponti con i familiari e con gli amici. 

Jacob le offre una relazione sana, a dispetto di quella tossica che la ragazza si trova invece a vivere con Edward. 

“Non dovrai cambiare te stessa per me, Bella. Non dovrai mai dire addio al tuo mondo” (Eclipse, film)

 

Anche Rosalie, la sorella di Edward, la pensa sostanzialmente come Jacob. Rosalie, se avesse potuto, non avrebbe mai scelto di vivere quella vita immortale che invece si è trovata a vivere. Se avesse potuto avrebbe scelto diversamente e proprio questo rimprovera a Bella: lei ha una vita davanti, quella che Rosalie non ha mai avuto l’occasione di vivere, eppure è pronta a rinunciarvi senza pensarci due volte. Bella dimostra una assoluta mancanza di rispetto per la vita, in un modo che né io, né Rosalie né Jacob comprendiamo. 

 

«Tu hai già tutto. Hai una vita intera davanti: proprio ciò che vorrei io. E stai per buttarla via. Non capisci che darei tutto ciò che ho per essere te? Hai a disposizione la scelta che io non ho avuto… e stai facendo quella sbagliata!». (Eclipse)

 

Ad onor del vero, abbiamo già detto come anche Edward sia assolutamente contrario ad assecondare la decisione di Bella di diventare una succhiasangue. La sua contrarietà, comunque, si basa sostanzialmente sulla sua ferma convinzione per cui i vampiri sono esseri dannati, senza anima, destinati all’inferno, e lui non vuole essere quello che mette l’anima di Bella in pericolo. 

 

«Ciò che mi auguro è che anche per noi questa vita abbia un senso. Certo, forse pretendo troppo», aggiunse sbrigativo. «In fondo, siamo già dannati. Ma la mia illusione, forse assurda, è che, se proviamo a fare del nostro meglio, ci verrà riconosciuto». 

   «Non mi sembra assurda», mormorai. Non riuscivo a immaginare che qualcuno, divinità comprese, potesse restare indifferente di fronte a Carlisle. Inoltre, l’unica idea di paradiso che potevo considerare doveva per forza includere anche Edward. «E non credo di essere l’unica a pensarlo». 

 «Al contrario, sei la prima a dichiararsi d’accordo con me». 

 «Gli altri non la vedono così?», chiesi stupita, e pensai a una persona in particolare. 

Carlisle indovinò di nuovo dove volessi andare a parare. «Edward è d’accordo fino a un certo punto. Per lui Dio e il paradiso esistono… così come l’inferno. Ma non crede che per quelli come noi ci sia un aldilà». La voce di Carlisle era dolce. Adesso fissava fuori della finestra, sopra il lavandino, nell’oscurità. «Vedi, secondo lui siamo esseri che hanno perso l’anima». 

 

Quella di Edward è una nobile giustificazione, lo riconosco, ma questo forse vuol significare anche che della vita mortale (e non parlo della vita in quanto vita, quella meramente “fisiologica”, per così dire, ma intendo tutte quelle cose che rendo la vita vita: le relazioni, le amicizie, gli interessi…) di Bella a lui non importi granché. Mi spiego: se lui non ritenesse di mettere in pericolo l’anima di lei, forse non avrebbe tutte quelle remore al pensiero di trasformarla. Ma allora, è l’esistenza mortale di Bella che Edward vuole proteggere, quella meramente terrena, umana in poche parole, o la sua anima che in quanto tale è qualcosa che trascende la realtà, l’esperienza terrena? Eppure afferma perentoriamente che Bella non debba perdersi nemmeno un’esperienza umana, dal ballo di fine anno al diploma, all’università. Ora, non voglio certo sconfinare sul terreno di una disputa teologico-filosofica, ma è mia personale opinione che l’anima sia un qualcosa di più, e di più grande, di semplici esperienze di vita umane. Non riesco a vedere il nesso, essendo più che convinta che Edward abbia riguardo unicamente per l’anima. Secondo me, delle due l’una: o Edward vuole salvaguardare la mortalità di Bella, o la sua anima. Credo infatti che, per lo meno per quanto riguarda gli inusuali vampiri creati dalla Meyer, la natura vampira non necessariamente debba escludere la presenza dell’anima.  Ma alla fine queste sono considerazioni del personaggio, che non mi permetto di sindacare. L’unica cosa che mi viene da dire al riguardo è che, in conclusione, secondo me Edward fa un sacco di confusione. E io invece faccio anche una discreta rima…

 

Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti oggi per celebrare il ricatto… ehm, volevo dire “il matrimonio”…

Dopo vari tentennamenti, Edward acconsente infine (grazie anche allo zampino dei Volturi) a trasformare Bella in un glitteroso vampiro. Gaudio e giubilo: finalmente Bella può smettere di tormentare sia lui che noi. Ad ogni modo, anche se ha di fatto ceduto alle richieste della ragazza, non crediate che abbia anche smesso di comportarsi come uno squilibrato possessivo e maniaco del controllo, perché la navata che Bella dovrà percorrere verso l’altare è lastricata di meschinità da parte di Edward, che la trasformerà  personalmente unicamente a patto che lei lo sposi.

 

[..] Se vuoi che sia io a compiere il gesto… lo farò ma a una condizione». 

Mi sentii mancare la voce. «Quale?». 

Il suo sguardo era prudente. Parlò lentamente: «Prima sposami». (New Moon)

 

Un bel ricatto è un ottimo presupposto su cui basare la futura vita coniugale. Bravo Edward, bella pensata. 

Il matrimonio e la trasformazione di Bella in vampiro sono due questioni del tutto separate tra di loro e come tali dovrebbero essere trattate. Invece Edward le rende entrambe una condicio sine qua non: se non mi sposi non ti trasformo, se non mi trasformi non ti sposo.

Il matrimonio, posto e presentato in questi termini, diventa lo strumento con cui ricattare Bella perché faccia, ancora una volta, quello che vuole Edward, pur lasciandole questa volta il contentino della trasformazione.

Perché Edward si comporta in questo modo? Perché insistere tanto affinché lei lo sposi, visto e considerato che il matrimonio dovrebbe essere una scelta consapevole e ponderata da entrambi i soggetti in questione e non solo un mero strumento di ricatto?

Secondo me la risposta risiede nel fatto che Edward è alla ricerca di un qualcosa che lo faccia stare bene. Dopo un secolo, quel qualcosa si è rivelato essere Bella, ma poteva anche essere un gatto (inteso come compagnia, non come spuntino di metà pomeriggio!). E per poter perseguire questa “ricerca del piacere”, Edward detta le regole del gioco, regole cui Bella dovrà sottostare per forza di cose.

Se matrimonio e trasformazione sono due questioni separate (come ritengo che siano), Edward potrebbe benissimo trasformare Bella senza ricattarla per avere qualcosa in cambio, visto e considerato anche come la pensa Bella riguardo al matrimonio in giovane età (giovane età almeno per quanto riguarda lei, ovviamente). In fondo, Edward ama Bella e Bella ama Edward. Non basterebbe quindi trasformarla una volta per tutte così da ovviare a tutti quei fastidi di una coppia mista soprannaturale? Edward non correrebbe più il rischio di morderle la giugulare se poco poco sbaglia traiettoria durante il bacio della buonanotte, e Bella d’altro canto smetterebbe di preoccuparsi di invecchiare, mentre Edward rimane sempre un eterno diciassettenne. Insomma, si amano e hanno a portata di mano la possibilità di vivere per sempre (e questa non è un’iperbole) felici, splendenti e contenti: ad Edward dovrebbe bastare questo, no?

Eppure Edward sente il bisogno di porre delle condizioni. Edward ha il bisogno di sposarsi (è, probabilmente, il culmine della sua ricerca di qualcosa che lo faccia star bene), e non si fa scrupolo a ricattare Bella per ottenere, ancora, quello che vuole. Bella, d’altro canto, si trova con le spalle al muro. Ci sono altre possibilità che lui la trasformi e basta? No. E allora è costretta ad acconsentire.

Certo, si potrebbe obiettare che, dato che Bella è disposta perfino a perdere la sua umanità pur di stare con lui, il matrimonio sia una naturale conseguenza di questa sua scelta: passeremo l’eternità insieme, tanto vale farlo da sposati.

Eppure, da come Edward propone la cosa, non è una naturale conseguenza ma un aut aut. Insomma, o Bella mangia quella minestra o salta dalla finestra, in poche parole. Il matrimonio è un passo estremamente importante, e grazie ad Edward non sapremo mai se Bella si è sposata perché alla fine si era convinta anche lei della cosa o perché era l’unico modo che aveva per stare insieme a lui. A mio avviso, Edward poteva benissimo vivere felice e contento senza matrimonio: in fin dei conti, è Bella di cui ha bisogno, non certo di un pezzo di carta che ufficializzi la cosa. Mi vengono in mente le coppie omosessuali che vivono in paesi la cui la legislazione non prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso: il fatto che non si possano sposare non rende certo meno vera la loro unione, no? Il che, ad ogni modo, mi rimanda ad un’altra questione: se è vero che è di fondamentale importanza che ad una coppia gay venga riconosciuta l’unione (penso ai casi in cui al partner, negli ospedali, è negata la visita al paziente o gli si impedisce di prendere decisioni in merito alla salute di quest’ultimo, non essendo considerato un succedaneo del familiare), per un vampiro tutto ciò sarebbe ridicolo, essendo loro immortali, indistruttibili, invincibili, impermeabili, ignifughi e via di questo passo. Ergo, vampiri e matrimonio possono benissimo coesistere senza che debbano però per forza incontrarsi.

Ora, visti e considerati i dubbi che aveva Bella riguardo al matrimonio, cosa costava ad Edward considerare almeno per una volta quello che provava lei? E invece questa situazione è l’ennesima dimostrazione del comportamento “abusivo” di Edward per cui è Edward che comanda, e Bella deve solo adeguarsi.

 

- Suffragette a noi!

 

Veri soldati in gonnella siam.

Del voto alle donne gli alfieri siam.

Ci piace l’uomo preso a tu per tu,

ma al governo lo troviamo alquanto scemo.

Lacci e catene noi spezzerem

e tutte unite combatterem.

Noi siam le forze del lavoro e cantiamo tutte in coro:

Marciam! Suffragette, a noi!

Non puoi arrestarci oh maschio son finiti i tempi tuoi.

E’ solo un grido unanime: femmine, a noi!

Ben presto anche in politica seguire ci dovrai,

se il voto ancor ci neghi, per te saranno guai!

Siam pronte al peggio, anche a morire ormai.

Chi per il voto muor, vissuto è assai. Femmine, a noi!

Ah! Lacci e catene noi spezzerem

e tutte unite combatterem.

Noi siam le forze del lavoro e cantiamo tutte in coro:

Marciam! Marciam! Marciam! Suffragette a noi!

 

Mary Poppins è senz’altro uno dei miei film preferiti e, se posso, non perdo occasione di citarlo.

Ho riproposto la canzone cantata dalla signora Banks perché il movimento emancipazionista delle suffragette, che lottava affinché venisse riconosciuto il voto alle donne, è un aspetto molto importante del più ampio movimento femminista, che chiedeva pari dignità e uguali diritti tra i sessi.

Ora, pensando a Twilight, l’ultima cosa che mi viene in mente è il femminismo. Anzi, mi correggo: mi viene sì in mente il femminismo, ma nell’ambito della constatazione su quanto poco la saga di Twilight ne sia pervasa.

Credo di aver già abbondantemente illustrato il mio pensiero al riguardo, ma vorrei qui tirare le fila del discorso, almeno per quanto riguarda Bella.

Bella, come si evince dal resto del post, è secondo me una persona debole, passiva, plagiabile, succube di Edward. Fa tutto quello che vuole lui, raramente si ribella, e se lo fa, viene subito fatta rientrare nei ranghi. Bella non ha una personalità forte, si lascia guidare dagli altri (leggi: Edward), vede solo quello che vuole vedere, si è lasciata abbagliare da Edward, e questa cosa l’ha fatta entrare in un tunnel da cui non è in grado di uscire.

Bella considera Edward bellissimo, e fin qui ci può anche stare, perché la bellezza è quanto di meno oggettivo possa esistere, in quanto è negli occhi di chi guarda (il che, comunque, non fa che dimostrare che Bella ha davvero bisogno di un paio di occhiali, ma questa è una considerazione mia personale), ma quando comincia a dire che è perfetto, che è capace di fare tutto, che nessuno può reggere il suo confronto, allora comincio a preoccuparmi sul serio. 

Bella, più che una ragazza innamorata, mi sembra una fan invasata di un divo del cinema, una di quelle che si sperticano in lodi per il loro beniamino, lo difendono a priori e passano sotto silenzio i suoi difetti, anche quelli macroscopici.
Nel gergo della nostra generazione, una persona del genere è detta bimbaminkia. E forse è proprio questo il motivo per cui una fetta importante del pubblico della saga di Twilight è composto da bimbeminkia: perché non sono per niente diverse dalla protagonista della saga in questione. 

Finché Bella rimane un personaggio di finzione, e la gente ne è consapevole, va tutto bene. Ma quando le ragazzine, o addirittura loro mamme, cominciano ad identificarsi eccessivamente in Bella, secondo me bisogna cominciare a preoccuparsi. Sia chiaro, ognuno è libero di identificarsi con chi vuole, ammirare chi vuole, non è assolutamente mia intenzione convincervi del contrario, ma credo che in questo contesto in particolare, tale identificazione possa risultare soltanto deleteria.

Detto questo, è ovvio che non sono d’accordo quando Kristen Stewart, l’attrice che interpreta Bella, afferma che il suo è un personaggio in cui tutte si possono identificare. 

Io, fino a prova contraria, ho ancora interesse a pensare con la mia testa, fare quello che io ritengo sia giusto, e non quello che gli altri ritengono sia giusto. Devo avere il diritto di dire come la penso ed essere libera di esercitare questo diritto. Devo essere in grado di far valere le mie opinioni e di valutare liberamente situazioni, scelte, circostanze, senza costrizioni esterne.

In pratica, tutto il contrario di quello che fa Bella.

 

I would scream

But I’m just this hollow shell

Waiting here, begging please,

Set me free so I can feel

Heeey

Stop trying to live my life for me

I need to breathe

I’m not your robot

Stop telling me I’m part of the big machine

I’m breaking free

Can’t you see,

I can love, I can speak

Without somebody else operating me

You gave me eyes so now I see

I’m not your robot, I’m just me

 

Miley Cyrus, Robot

 

 

- L’altra campana


Prima di passare alle conclusioni, e dopo sedici pagine sarebbe anche ora, vorrei illustrarvi un parere diametralmente opposto al mio, perché è buona cosa ascoltare tutte le parti in causa, cosicché possiate farvi un’idea completa della questione.

La mia amica-sister Silvia, che ha gentilmente acconsentito a farmi da cavia per questo mio post, mi ha spiegato in breve i motivi per i quali lei parteggia per il Team Edward.

Innanzitutto, per lei Edward è “premuroso, sensibile, protettivo”.

Alla luce del papiro che ho scritto, è chiaro che io la penso diversamente. Ora, è ovvio che Edward fa quello che fa perché vuole essere premuroso e protettivo, non fosse così sarebbe solo un irrimediabile stronzo e non mi pare questo il caso, ma dal mio punto di vista questo suo essere premuroso e protettivo sfocia (meglio: degenera) in comportamenti che passano facilmente il limite. Si sa, infatti, che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Se, poniamo, io venissi a sapere che il mio ragazzo mi ha manomesso il motore per impedirmi di andare a trovare il mio migliore amico, non ci penserei due volte a far aggiustare il motore in modo da avere la macchina funzionante per metterlo sotto le gomme non appena lo incrocio per strada.

Ancora: secondo Silvia Edward “è perfetto in tutto quello che fa quando si relaziona con Bella. […] Certo è che… il personaggio è stato creato da una donna, per cui temo proprio che sia talmente perfetto, da non esistere… credo che a un uomo di sua sponte, non verrebbe in mente di comportarsi, in tutto e per tutto, come fa lui…” 

Per quanto riguarda questa frase: “credo che a un uomo di sua sponte, non verrebbe in mente di comportarsi, in tutto e per tutto, come fa lui…” mi viene solo da dire “ringraziando Iddio!”. Già che i maniaci nella vita reale non sono pochi, ringraziamo Dio che non a tutti i cromosomi XY del globo terraqueo viene in mente di comportarsi come lui.

Silvia ritiene che la coppia Edward/Bella sia ben assortita. Per lei si completano a vicenda: “lei è timida, impacciata, sta sulle sue e non ne vuole troppe…”. Non cerca troppi problemi, insomma, mentre “lui è sicuro di sé, sa quello che vuole e in qualche modo riesce a dare a Bella quello di cui ha bisogno.”

Anche secondo me si completano a vicenda e sono ben assortiti, ma nel senso che lui ha finalmente trovato una gonza con la personalità di un opossum spiaccicato sull’autostrada di cui tirare i fili come si fa con una marionetta.

Su una cosa io e la mia amica siamo d’accordo: ho già ampiamente illustrato come non mi vada a genio il fatto che la coppia Edward/Bella si concentri solo su sé stessa ed escluda qualsiasi altro. 

Dice a tal proposito Silvia: “Una cosa che non mi ipnotizza troppo c’è: è il fatto che la coppia esista quasi unicamente da sola… nel senso che loro non si relazionano chissà quanto con gli altri, eccezion fatta per la famiglia Cullen. Ovvio, l’essenza di Edward è fondamentale in questo, visto che è un vampiro… però la domanda stupida che mi faccio è questa: se i Cullen vanno a scuola e frequentano esseri umani (comunque a distanze non troppo siderali), perché non può esserci qualcosa o qualcun altro di umano oltre a loro due?”


Le cose si fanno più interessanti (e inquietanti) quando si parla di Bella e della sua personalità. 

Silvia pensa “che Bella abbia una personalità decisa, ma quando è con Edward questo non si nota affatto. All’inizio, quando avevo visto solo i film, pensavo proprio che pendesse dalle sue labbra e non avesse un briciolo di personalità! Leggendo i libri, invece, mi sono accorta di come in realtà la Meyer abbia caratterizzato Bella in modo diverso. Sono abbastanza contorta temo… però quello che voglio dire è che penso che la sua personalità si completi quando sta con Edward: riesce ad essere sé stessa in tutto ciò che fa quando sta con lui, quasi si abbandona a lui. Certo, questo può essere un “particolare” che può essere letto anche in senso opposto, ma credo che il comportamento di Bella riveli tutta la fiducia e l’onestà che c’è in lei nei confronti di Edward e viceversa”.


Anche alla luce di questa opinione, in cui anche Silvia pensa che il comportamento di Bella possa essere letto in modo da tirare acqua al mulino dei suoi detrattori, il fatto che sia stata una donna a inventare un personaggio come Bella mi dà da pensare: possibile che una donna (classe 1973, tra l’altro), nel ventunesimo secolo, possa e voglia immaginare un personaggio come Bella? Senza personalità, debole, passiva, succube dell’uomo (o del vampiro)? Il fatto che la Meyer sia di fede mormone (nella dottrina mormone il compito della donna è di occuparsi dei figli e di servire e onorare il marito o il padre) probabilmente gioca un ruolo fondamentale nella psicologia del personaggio, ma sul serio, leggere Twilight è come fare un tuffo nei secoli bui.

Tra l’altro, una cosa che davvero non mi piace è come Bella voglia rinunciare a tutto (e quando dico tutto intendo proprio tutto: umanità, amici, famiglia) per stare con Edward. Ma dove sta scritta questa cosa? Perché devo cambiare per stare con qualcuno? 

Pecco di modestia e mi autocito: 

“se c’è una cosa che odio della saga è la poca (ma che dico poca: inesistente) modernità di Bella. Se fossi stata Rosalie, un paio di sganassoni e l’avrei fatta rinsavire. Da questo punto di vista, è molto più moderna Elizabeth Bennet di “Orgoglio e pregiudizio”, sebbene venga ben centonovantadue anni prima di Bella. Perché potrà essere Edward, Tizio, Caio, Sempronio, Mevio, Filano o Calpurnio, ma nessuno vale il sacrificio di cambiare completamente se stessi per stare con chi si ama, vampiro o umano che sia. Siamo nel XXI secolo, cribbio!”)

 
“Ma davvero, sul serio? E io dovrei cambiare per te? Perché? Perché siamo innamorate?” (Arizona Robbins, Grey’s Anatomy 6x23 - Santuario)

E’ inutile che mi diciate che Bella, amando un vampiro, non poteva fare altrimenti, in quanto in una relazione amorosa natura umana e natura vampira non possono conciliarsi. Il vampiro che si innamora del suo pranzo (mi viene in mente Woodstock che si era innamorato di una vermetta suscitando l’incredulità di Snoopy): inaudito! Per questo motivo Bella non ha altra scelta se non quella di diventare un vampiro a sua volta.

Secondo me questa cosa non può essere addotta come giustificazione valida perché, dato il carattere di Bella, lei avrebbe agito esattamente allo stesso modo (cioè cambiando, sacrificando i propri sogni, interessi, amicizie) anche per un semplice umano. Il che, secondo me, è una cosa del tutto intollerabile, soprattutto dopo che in tante hanno lottato con i denti per emancipare le donne e assicurare loro pari dignità e diritti (e alcune sono anche morte nel tentativo: penso a Emily Davison, suffragetta). Mi sembra una mancanza di rispetto verso questi ideali e verso coloro che hanno lottato per ottenerli.



It’s a liberty walk, walk

Sayin’ goodbye to the people who tied you up

It’s a liberty walk, walk

Feelin’ your heart again

Breathin’ new oxygen

It’s a liberty walk, walk!

Free yourself!

Slam the door!

Not a prisoner anymore!

 

Miley Cyrus, Liberty Walk

 

 

- Conclusione

 

Giunti alla fine di questo cahier de doléances lungo otto chilometri e mezzo, non c’è molto altro da dire se non che, secondo me, un fan non dovrebbe, leggendo Twilight, fermarsi alla superficie, all’aspetto glamour e alla figaggine dei protagonisti ma cercare di valutare anche con occhio critico i temi che vengono ivi proposti.

Comunque, ribadisco, finché tutto questo rimane finzione (e si è consapevoli che è finzione) non c’è problema. A questo mondo ognuno deve essere libero di scrivere quello che vuole, sia che si voglia scrivere di una ragazza con i controcazzi come Elizabeth Bennet, sia che si voglia scrivere di una ragazza con la spina dorsale uguale a quella del polpo Paul: sta poi al lettore cercare di valutare i modelli proposti con occhio critico e comunque stando sempre ben attento a non cadere nella trappola dell’idolatria fine a sé stessa.

Comunque, qualcosa di buono Twilight l’ha fatto: ha avvicinato le bimbeminkia ai classici della letteratura. Ho letto più di una persona dire di aver scoperto “Cime tempestose” con Twilight. Certo, lo leggeranno solo perché ne parlavano Edward e Bella, ma meglio di niente…

 

- Outtakes

 

Pensavate fosse finita, eh? E invece no, ma non preoccupatevi, vi rubo solo un altro minutino. Voglio dire, alla fine che vi frega, i vostri familiari vi avranno già dati per dispersi: quanto ci avete messo a leggere tutto? Due anni? Probabilmente i vostri eredi testamentari o legittimi si saranno già immessi nel possesso temporaneo dei vostri beni per cui, visto che ormai non avete niente da perdere, beccatevi anche l’outtake.

Un post, come un film, è pieno di fuoriscena: ci vuole un po’ prima che sia tutto come vuole il regista. E mentre scrivevo il paragrafo sul matrimonio, le cose, complice anche l’ora tarda, presero in effetti una piega imprevista. Ecco come si presentava infatti la prima stesura:

 

- Edoardino mio bello, mi trasformi?

- No.

- Eddai…

- No.

- Eddaaaaaai…

- Che piattola. No. E smettila di scocciarmi.

- Ma uffa, dai…

- Ti ho detto di no. Se è no è no. Ora la smetti di rompere? Anzi, perché non vai a fare qualcosa di umano tipo far revisionare il tuo pick-up? E’ un importante rito umano di passaggio, sai…

 

Dieci minuti dopo…

 

- Sai, Bella, ho cambiato idea. Ti trasformerò a patto che tu mi sposi.

- No.
- No?
- No.

- No?

- Ehehehe, scherzavo. Dove sono le partecipazioni? Su, abbiamo degli inviti da spedire. Daje un po’ Edoardo, non star lì a pettinare le bambole: chiama il catering, prenota la chiesa, vai a parlare col prete… su, hop hop! Ancora lì sei? E mòvete!

 

P.S. Ricchi premi e cotillons

Ragà, ve lo giuro, regalerò un prosciutto a chiunque riesca ad arrivare alla fine del post indenne!

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