Nightfall On The Grey Mountains

If you're lucky enough to be different, don't ever change

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EVERY TIME I TRY TO STEAL JASPER, ALICE IS AT HIS WINDOW. HOW DOES SHE KN… oh, wait, right.

18:39 di domenica, 04 luglio 2010

eclissi

pop. eclisse, antiq. ecclissi, ecclisse, s. f. (ant. s. m.) 

1 (astr.) oscuramento di un corpo celeste per interposizione di un altro fra quello e l’osservatore: eclissi solare, lunare; eclissi parziale, totale 

2 (fig. lett.) crisi, decadenza: l’eclissi dell’impero romano.

 

Prima di cominciare una delle mie solite disquisizioni barocche, che nell’intimo del mio cerebro sono solita appellare con definizioni quali “pezzi di bravura” di classicistica memoria, c’è una cosa che dovete sapere: nessuno è più capra di me quando si tratta di trovare il significato di titoli di opere di ogni risma e qualità, dai libri ai film passando per le serie tv. 

Per dire: per mesi sono stata fermamente convinta che il titolo “Il segreto svelato”, dell’ ultimo episodio della terza stagione di Streghe, si riferisse vagamente al fatto che le tre sorelle erano a conoscenza dei nuovi intrallazzi di Cole con il lato oscuro della forza. Il fatto che potesse invece riferirsi all’essere state sgamate ad usare i loro poteri magici in diretta tv non è passato nemmeno per l’anticamera del cervello.

Anche recentemente ho dato prova a me stessa di grande acume mentre guardavo il season finale della terza stagione di Private Practice, episodio riguardo al quale ancora ho il sonno tormentato per la mia incapacità di svelare l’arcano. Sarà che ero troppo impegnata a piangere come una poppante, e quindi le mie facoltà intellettive erano paurosamente sotto il livello medio di quelle di una bertuccia… oppure saranno i finali delle terze stagioni che non riesco a cogliere, magari il mio cervello è sintonizzato su FM e i telefilm trasmettono in AM… oppure sono una capra e basta, senza se e senza ma.

Fatto sta, comunque, che la mia capraggine non si è fatta sfuggire nemmeno i titoli dei quattro romanzi della saga di Twilight. Anzi, a onor del vero, se il significato di Twilight e di Breaking Dawn mi sono saltati all’occhio come un jab di Muhammad Ali sulla faccia di Joe Frazier, tanto da farmi esaltare nella falsa credenza di aver definitivamente spezzato l’arcano anatema della mia capritudine, ecco che New Moon ed Eclipse mi avevano lasciata un tantinello perplessa.

Il che, è bene precisare, non mi ha certo impedito di leggere tutti i libri della saga, e di considerarmi una fan (anche se essere fan di libri di cui non si è capito il titolo non mi sembra sia indice di un elevato Q.I.). 

Ora, dopo aver disquisito anche fin troppo a lungo sulla mia caprosità, veniamo al dunque.

Dunque.

Ci sono momenti, nella vita di una persona, in cui è fisiologico (se non del tutto imprescindibile) cedere a certi bassi istinti. E quindi, precettata una comitiva variamente assortita, ci si reca in quel luogo di diabolica perdizione che è il Giometti-barra-aeroporto-stile-magari-non-proprio-Fiumicino-ma-quasi di Ancona, e si va a vedere Eclips (come prima sono andata a vedere Tuailait e Niu Mun). 

Ora, cari miei venticinque, non abbiate paura: non mi dilungherò in una mera quanto barbosa recensione del film: voglio solo mettere in rilievo alcun punti che ho particolarmente apprezzato (in ordine rigorosamente sparso).

 
Punto primo:

- Il discorso di Jessica. Splendido. Laurea honoris causa in “Tusichehaicapitocomefunzionalavitalogia”.

 

Punto secondo:

- L’indecisione di Bella tra necrofilia e zoofilia ha portato ad ampi dibattiti su quale partito fosse il migliore. Da parte mia c’è una netta preferenza per i cari succhiasangue in generale (quando cresci con l’immagine di questo succhiasangue non potrebbe essere altrimenti) ma ritengo comunque degne di nota le soluzioni di compromesso che vedono i lupacchiotti e i vampirelli intercambiabili a seconda della stagione. D’estate, un bel vampiro a mo’ di condizionatore: consuma poco e non buca l’ozono. Ai primi freddi, approfittando del cambio di stagione operato negli armadi, si ripone il vampiro e si prende il lupo dopo aver fatto una consistente scorta di Autan. Personalmente però sono dell’opinione di lasciare il lupo sugli Appennini e di imbacuccare il vampiro con un giacca da sci.

 

Punto terzo:

- Il rumore del pugno di Bella sulla faccia di Jacob, degno degli sganassoni e delle padellate nei gloriosi film di Bud Spencer e Terence Hill. Bravo Slade, ho sempre apprezzato l’uso sapiente del buon citazionismo. 

 

Punto quarto:

- La reticenza di Bella riguardo allo sposare o meno Edward: “ma no, dai… ma ti dico di no… che fai, insisti? Ahò, ma sci te digo de no, è no! Ti devo fare uno schema?”, evaporata come neve al sole quando Edward tira fuori un anello francamente orrendo ma che probabilmente vale da solo quanto la somma del reddito pro-capite di ogni abitante dello stato di Washington.

 

Punto quinto:

- Il finale del flashback di Rosalie stile Kill Bill…

 

Punto sesto:

- Il buon vecchio Charlie: come si ride con lui in ogni scena, non si ride con nessuno.

 

Punto settimo:

- La battaglia con relativo rumore di vasi Ming in frantumi sul pavimento…

 

Punto ottavo:

- Jasper, declinato in tutte le salse: con Alice, senza Alice, con toga e tocco, con il maglioncino a righe, con la maglietta nera, con la felpa, con la divisa, a cavallo, buono, cattivo, seduto, in piedi, che cammina, che corre, che salta, che picchia, che sorride, che parla, che sta zitto…

 

Punto nono:

- Jasper & Alice. Perché se c’è una cosa più bella di Jasper da solo, questa è Jasper insieme ad Alice. E nonostante debba fare costantemente i conti con lo shakespeariano mostro dagli occhi verdi, il sentimento di shipper fanatica finisce sempre col prevalere sull’insano desiderio di colpire Alice con un mattone, rubarle Jasper e scappare con lui in Messico; per cui capirete anche voi che, se in Twilight andavo in un brodo di giuggiole nel vedere questa scena, certo non posso non apprezzare il salto di qualità di Eclipse.

 
In sostanza, quindi, c’è da dire che il film mi è piaciuto parecchio (ad essere onesti, molto più che parecchio), anche se giuro di aver avuto un moto di ribrezzo quando sono ricomparsi in scena i licantropi: Sam con la pancia da alcolizzato che ballonzola senza ritegno ad ogni passo come un pudding e gli altri che in quanto a fisico fanno concorrenza ai pali della luce e che temi possano perdere l’equilibrio alla prima emissione rumorosa di gas intestinali di un moscerino della frutta. 

E poi, in effetti, non mi sarei mica lamentata se avessero messo pure l’incontro tra Jasper e Alice a Filadelfia. E già che c’erano, potevano pure evitare quegli otto minuti e mezzo di inquadratura su Bella che distoglie lo sguardo mentre i miei due piccioncini si sbaciucchiano… Che ci volete fare, è il mio lato da shipper fanatica che emerge prepotentemente…

Ma ad essere sinceri, la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto, è stata l’assenza di bimbeminkia in sala o, come mi è capitato lo scorso anno per New Moon, di zitelleminkia: nello specifico quelle tre zitellacce che se avessero parlato tra loro con un megafono probabilmente avrebbero fatto meno casino e che dopo solo sette minuti si sono prodotte in commenti del tutto inopportuni sulla fantomatica ugliness del mio Gaspare. Che poi, a voler guardare il lato positivo, posso sempre pensare al fatto che così c’è meno concorrenza per me, ma è comunque triste pensare che le uniche a guardare quel povero cuccioletto con gli occhi a cuoricino siamo solo io e Alice…

Ora, tornando al discorso bimbiminkia, avendo avuto l’ardire di dire (perdonate la cacofonia) di essere una fan della Twilight Saga, c’è il rischio che chi legga possa credere che sia una bimbaminkia a mia volta. Ebbene, come in un precedente post che trattava del secondo capitolo della saga facevo sfoggio di vocaboli quali “trasposizione” o citavo espedienti narratori come i voli pindarici al fine di fugare ogni dubbio sulla mia appartenenza alla schiera di quelle stupide dodicenni fuori di testa, proseguo qui la mia apologia: all’inizio del film, quando compare l’immagine dell’eclissi solare, rispolveravo le mie nozioni di astronomia, indulgendo in considerazioni stile Piero Angela sulla corona, ovvero l’alone luminoso che contorna il disco solare eclissato. La difesa non ha nient’altro da aggiungere, vostro onore.

In effetti, l’unica colpa che ha The Twilight Saga è che il suo pubblico tipo è composto (non considerando le debite e sane eccezioni, s’intende) da bimbeminkia con un quoziente intellettivo pari a quello di Justin Bieber (quindi rasoterra). Sono ovviamente libri e film che possono piacere o meno, ma solo perché piacciono non bisogna per forza essere tacciati come minorati mentali, cosa che denota secondo me quanto i detrattori che criticano le fan più sfegatatebarramaniacheconseriproblemicomportamentali siano degli idioti a loro volta. Non dico che non sia lecito (o terribilmente divertente) criticare le bimbeminkia (tipo quelle che sanno dell’esistenza del romanzo “Les Misérables” solo perché, in una recente rappresentazione teatrale, si è unito al cast Nick Jonas), dico solo che bisogna farlo con un po’ di giudizio.

Perché, secondo me, un conto è criticare con cognizione di causa, un conto è criticare a là Kant, e cioè aprioristicamente parlando. Tipo quelle persone che paragonano Twilight a Harry Potter e osannano la superiorità del primo sul secondo. Che significa? Sono due storie differenti, con elementi differenti. Si potrà paragonare lo stile di scrittura della Meyer con quello della Rowling (la quale, secondo me, alla Meyer dà tre giri…) ma francamente paragonare due storie che non c’entrano niente l’una con l’altra mi sembra indice di poca maturità. 

Lo stesso dicasi per quelli che criticano le fattezze dei vampiri di Twilight, perché è inconcepibile che i vampiri brillino al sole come una palla da discoteca. Va bene che l’immaginario collettivo ci presenta il canonico vampiro che va in giro al calar del sole come un metronotte e che dorme nelle bare come Marilyn Manson ma dato che, fino a prova contraria, i vampiri non esistono (a parte gli avvocati, credo), una persona sarà pure libera di immaginarseli come gli pare? Eppure non ho mai sentito nessuno lamentarsi dei vampiri di Buffy, le cui facce sembravano un incrocio tra Bossi dopo l’ictus e un orango tango.

Per esempio, se c’è una cosa che odio della saga è la poca (ma che dico poca: inesistente) modernità di Bella. Se fossi stata Rosalie, un paio di sganassoni e l’avrei fatta rinsavire. Da questo punto di vista, è molto più moderna Elizabeth Bennet di “Orgoglio e pregiudizio”, sebbene venga ben centonovantadue anni prima di Bella. Perché potrà essere Edward, Tizio, Caio, Sempronio, Mevio, Filano o Calpurnio, ma nessuno vale il sacrificio di cambiare completamente se stessi per stare con chi si ama, vampiro o umano che sia. Siamo nel XXI secolo, cribbio! Ma queste restano mie convinzioni personali, e non intraprendo certo una crociata con torce e forconi contro quelle che ragionano come Miss 1200. Saranno un po’ anche ca…voli loro, non vi pare?

Per cui, dopo un papiro di circa quattro pagine (dopo cinque anni di classico, ancora mi stupisco di quanto sia prolissa) che contiene stupide considerazioni sul film e una importante riflessione socio-culturale sugli adolescenti del nostro secolo, vi lascio con l’illustrazione dei significati dei titoli dei libri, sperando di farvi cosa gradita. Ok, no, la verità è che come li scrivo me li dimentico, quindi se in un futuro prossimo continuassi ad avere dei dubbi, saprei dove cercare per dipanarli.


Twilight: il crepuscolo è il momento preferito dei vampiri, quello in cui possono uscire allo scoperto. Metaforicamente parlando, è Edward che svela la sua natura a Bella? Comincio a credere che su Answers non girino solo zucche vuote.

New Moon: il novilunio (o luna nuova) è la fase della luna in cui l’emisfero visibile risulta completamente in ombra. Simboleggia quindi il periodo buio che Bella trascorre senza Edward, periodo cupo e triste come la Meredith Grey dei tempi migliori.

Eclipse
: Jacob, il sole personale di Bella, dice di non poter competere con un eclissi (si sente eclissato dal sentimento che Bella prova nei confronti di Edward). Personalmente preferisco di più l’interpretazione data da un utente di Yahoo! Answers, in cui dice che, essendo l’eclissi una fase in cui intervengono Sole, Terra e Luna, simboleggia lo “scontro” tra Edward, Jacob e Bella. Il triangolo no, non l’avevo considerato…

Breaking Dawn: è l’irrompere dell’alba. La nascita del nuovo giorno sta a rappresentare la nuova vita di Bella, da vampira.

 

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